Paolo Cognetti,39 anni, super premio Strega 2017 con ‘Le otto montagne’ (Einaudi) ha convinto gli intellettuali, piace ai lettori comuni e diventerà un film. E’ già in viaggio verso la sua montagna, vive in una baita vicino a Brusson nella Val d’Ayas, in Valle d’Aosta.

Il libro racconta il rapporto tra un figlio e un padre nel contesto di una famiglia in cui tutti hanno un ruolo e in comune la passione per la montagna. Qui nasce l’amicizia profonda tra Pietro, ragazzino di città che passa le sue estati in montagna e Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole. Hanno la stessa età ma Bruno, invece di essere in vacanza, si occupa del pascolo delle mucche.
Iniziano così a Grana, ai piedi del Monte Rosa, estati di esplorazioni e scoperte, di iniziazione alla montagna con il padre (“la cosa più simile a un’educazione che abbia ricevuto da lui).
Qui Pietro avrà la sua eredità, un mucchio di sassi squadrati, un pino: il lavoro di sistemazione, dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.
La storia contiene elementi che appartengono a tutti: l’appartenenza ad un luogo, l’educazione, l’amicizia, la scelta, per ciascuno, della via per diventare uomini.
Forse per questo fin dall’inizio il libro di Cognetti è stato considerato un classico.
Mentre si legge, si “sente che lo scrittore scrive cose che non ha in mente, ma negli occhi. Infatti parla di “scrittura dell’occhio, dello sguardo” , del cuore.
E la lettura è davvero autenticamente piacevole e scorrevole e coinvolgente, tutto contemporaneamente. Quindi consigliabile.

gently

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