Marco Cerpelloni

“L’Arena” del 23.04.2016

 

LA CITTÀ CHE CAMBIA. Illustrati i contenuti del volume sul quartiere, che è stato curato dall’associazione «Abitare»

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Borgo Trento, anziani e felici  ma «in coda» per le panchine.

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Ce n’è una ogni 53 abitanti, molti alberi e un cestino ogni 150 metri   «L’Arsenale? Sarebbe una grande  risorsa, ma per ora solo degrado»

 

Un albero ogni 5 abitanti, ma anche una segnaletica lunga 4 chilometri e mezzo. E poi, una panchina da dividere con 53 residenti e una fontanella ogni 2 chilometri e mezzo. È il quartiere di Borgo Trento che non ti aspetti o che credevi di conoscere oggi descritto in un libro promosso dall’associazione «Abitare Borgo Trento onlus» e pubblicato da Gabrielli Editori dal titolo Borgo Trento. Un quartiere che cambia?.Alla base c’è la voglia di «fare comunità nel quartiere», riferisce la presidente dell’associazione Alberta Avesani. L’occasione è il decennale del sodalizio che ha persino mutato il nome da «Anziano e quartiere» in «Abitare Borgo Trento» con tanta voglia di ripartire, o meglio continuare, nello stare assieme proiettandosi nel futuro. Un progetto creato aderendo ad un bando di solidarietà per le associazioni con il marchio «Merita Fiducia» promosso e finanziato con il contributo del Centro servizio volontariato e della Banca popolare di Verona. A presentare il testo che sa di ricerca e di vissuto nel quartiere, con la presidente Avesani sono Tommaso Roda e Ennio Ripamonti. Numeri e valutazioni si susseguono, ma l’attenzione dei residenti invitati in Sala Marani non è mai mancata. Il ritratto del «borgotrentino» fa anche sorridere, perché a tutte quelle cose «non ci si pensa mai», dice un cittadino. Prendendo in considerazione le attività presenti nel borgo si disegna una persona di media età, con una buona disponibilità finanziaria e una certa propensione ad investire in immobili se seguito da un professionista. Ma pure un po’ depresso, che ama mangiare torrone e croccante, frequenta bar e prende la pizza al taglio. L’amore per il proprio amico a 4 zampe è indiscusso, ma c’è poca cura soprattutto sulla strada e ne sono la prova le frequenti deiezioni. Sulla geografia del quartiere le curiosità non si sprecano: c’è un passaggio pedonale ogni 163 metri e un albero da condividere con altri 4 residenti, ma per sedersi la «fila» è di 53 persone per panchina. Sulle strade sono installati 1.273 pali, cioè uno ogni 9,5 metri per una lunghezza totale di 4.500 metri. Il quartiere si presenta «abbastanza pulito», afferma un cittadino. Se il riferimento è a carte e bottigliette lasciate per terra, non ci sono giustificazioni: infatti, i cestini sono 171 cioè uno ogni 150 metri. Nel quartiere vivono oltre 12mila persone, un dato pressoché simile dal 2005 al 2014, e la principale richiesta è di «avere più spazi di aggregazione» tenendo in considerazione pure la forte presenza di anziani, anche over 90 che nel 2014 erano 256. Una realtà che potrebbe diventare un problema laddove la fragilità dell’anziano è anche costellata di momenti di solitudine e talvolta quasi di «abbandono». È un fenomeno che si vive maggiormente nei mesi estivi, quando il quartiere si spopola per le vacanze e gli anziani restano a casa da soli. Un capitolo a parte è dedicato all’ex Arsenale che per molti residenti è indicato come «possibile centro dello sviluppo culturale del quartiere». Ma è anche un «problema irrisolto e fonte di degrado». Il libro si può richiedere all’Associazione «Abitare Borgo Trento» durante gli incontri che si tengono il mercoledì dalle 15,30 alle 18 nell’aula 7 della parrocchia di San Pietro Apostolo (via Todeschini).o

gently

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