QUANDO LA NATURA DÀ SPETTACOLO. È un fenomeno che avviene una volta ogni dieci anni in presenza di nubi «lenticolari» che riflettono la luce in maniera particolare

Tramonto show a Verona: ecco perché

Decine di sfumature, dal giallo al viola passando per l’arancio e il rosso. Ma soprattutto milioni di foto che hanno letteralmente inondato i social network e le redazioni dei giornali. Compreso il nostro sito internet con i lettori che ci hanno inviato in tutta la giornata di ieri fotografie da città e provincia.Ma è in tutto nord Italia che il tramonto di domenica sera ha regalato un vero e proprio spettacolo di colori raramente osservato in modo così sgargiante. Contrariamente a quanto ipotizzato, il fenomeno non è stato enfatizzato dalle polveri sottili che da settimane albergano in Valpadana. Tutto è nato grazie all’effetto di nubi particolari generate dal vento settentrionale di phoen, arrivato nel pomeriggio in Valpadana dopo aver attraversato le Alpi. Tale vento, sempre molto secco, ha fatto precipitare l’umidità degli strati atmosferici più bassi dell’area padana relegando l’umidità alle quote più alte, permettendo così la formazione delle nubi solo a quote elevatissime, fino a più di 5 mila metri.Queste nuvole, dette «lenticolari», sono composte da finissimi cristalli di ghiaccio in grado di riflettere la luce rossa in modo molto efficace.Sono nubi dalla forma piatta e stratificata per effetto del forte vento presente in quota, in azione dalle Alpi occidentali verso sud-est. La presenza di così tante particelle di ghiaccio (e non solo) nell’alta troposfera ha notevolmente acuito il fenomeno della diffusione ottica, infiammando i colori del tramonto come non mai. Parte delle particelle in sospensione erano anche il frutto degli incendi che da giorni stanno devastando le Alpi occidentali, in particolare il Piemonte.Da escludere invece, un ruolo da parte delle polveri sottili e dell’inquinamento nella pianura padana. Le particelle delle polveri sottili tanto presenti nei giorni scorsi albergano infatti negli strati atmosferici più prossimi al suolo e sono incapaci di raggiungere quote sufficienti ad infiammare i tramonti. Al. Azz.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 22

Data: 31/10/2017

Note: Alessandro Azzoni