Il polittico

ARTE. Si trova nell’abside di Sant’Anastasia.
Ultimato il restauro del polittico Oltre agli studenti di Belle Arti si sono alternati diversi professionisti tra cui i radiologi di Borgo Trento.

Pulitura delle superfici, messa in sicurezza dei sollevamenti derivanti dalle diverse stratificazioni pittoriche e rimozione delle vernici dei restauri precedenti. Il tutto associato a delicati ritocchi pittorici fedeli alla policromia e doratura originaria.Un lavoro durato quasi due anni che ha impegnato alcuni studenti del corso per restauratore dei beni culturali dell’Accademia delle Belle Arti, restituendo alla comunità scaligera, parrocchiale, ma anche cittadina, un manufatto rinascimentale di rara estetica e fattezza: il polittico della Cappella Cavalli. Un palinsesto ligneo policromo e dorato ospitato nell’abside destra di Sant’Anastasia risalente al 1510, con soggetto la Passione di Cristo narrata nella predella sottostante e richiamata nella scultura centrale del Cristo portacroce.Il restauro è stato presentato ieri nella basilica, dagli studenti, la docente restauratrice Giovanna Jacotti, che ha coordinato le operazioni (approvate dall’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi e autorizzate dalla Soprintendenza della Belle Arti e Paesaggio) e, fra gli altri, dal presidente dell’Aba Maurizio Giaracuni, che ha sottolineato la forte sinergia creatasi tra la scuola di specializzazione e il territorio.«Un’occasione per integrare studi e ricerche sui beni culturali di Verona», ha aggiunto Jacotti, «coinvolgendo diversi professionisti, anche esterni all’èquipe di restauro, compresi i tecnici di radiologia dell’ospedale di Borgo Trento che ci hanno supportato nella diagnostica per immagini. Fine ultimo del restauro era restituire all’opera, rivelatasi un palinsesto di epoche diverse, a una lettura complessiva più omogenea». Per giungere al traguardo, «abbiamo individuato la coloratura applicata a fine Ottocento sull’effige centrale dello scrigno ligneo (Cristo portacroce) e oscurata da successivi interventi pittorici». A breve Chiese Vive collocherà inoltre una pellicola protettiva sulla finestra che illumina l’ambiente garantendone una conservazione ancora più efficace.Sul restauro si sono laureate tre studentesse del corso: Guliana Capasso che tramite la riflettografia infrarossa ha studiato le superfici bidimensionali della predella (nell’Ottocento attribuita a Liberale da Verona); Francesca Lenzi, che ha lavorato sulla scultura di San Girolamo e approfondito l’aspetto microclimatico della cappella per comprendere la cause del degrado; e Irene Mozzo impegnata nell’individuazione della tecnica pittorica e materiali impiegati nella realizzazione del Cristo portacroce

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 18

Data: 28/04/2018

Note: FRANCESCA SAGLIMBENI - foto Marchiori