L'artista Daniela Cerpelloni

IL PROGETTO. Daniela Cerpelloni autrice del saggio sul «TimeSlips»
L’artista opera con pazienti con Alzheimer, fibrosi cistica e disturbi psichiatrici. «Esprimono l’anima».

La sua è un’arte che aiuta, che dà un sostegno a chi è malato e uno stimolo a rigenerarsi a chi sta affrontando una malattia cronica. Daniela Cerpelloni, veronese, artista specialista in arteterapia e in cromoterapia, è anche l’autrice di un breve saggio, TimeSlips, l’arte che aiuta, dove illustra il suo progetto e ne spiega le fasi attraverso le esperienze realizzate in ospedale.L’ispirazione viene dal metodo ideato dalla ricercatrice americana Ann Davis Basting,Time Slips», tempo che scivola, che con la narrazione creativa stimola le persone affette da demenza ad esprimere la propria creatività, attraverso la visione di opere d’arte, inventando poi storie ed elaborando concetti secondo lo slogan «Forget memory. Try immagination!», «Dimentica la memoria. Prova con l’immaginazione!».Partendo dal suo lavoro di assistente agli anziani, Daniela Cerpelloni già due anni fa ha messo a frutto le sue conoscenze con gli anziani affetti da Alzheimer al Centro «Leo Cirla» di Marzana, che hanno realizzato dei disegni elaborati grazie alle sensazioni ricavate dalle opere esposte nel loro centro. Poi ha allargato la sua attività con i pazienti ammalati di fibrosi cistica nel centro di Borgo Trento.«Ho voluto che loro fossero i protagonisti del loro progetto artistico», spiega Daniela Cerpelloni, facendo loro allestire una corsia dell’ospedale come fosse una galleria d’arte. Ciascuno è stato libero di disegnare secondo le proprie impressioni, senza un tema o una schema preciso. C’erano anche dei bambini molto piccoli, che hanno partecipato con entusiasmo. Quello che mi ha colpito di più è stata la serenità con cui questi pazienti affrontano una malattia tanto pesante, che condiziona ogni momento della giornata. Hanno una forza, una serenità che noi “sani” non abbiamo».I pazienti coinvolti nel progetto artistico sono stati molto collaborativi, aggiunge Daniela Cerpelloni che ha poi replicato quest’esperienza anche con i malati psichiatrici. «È incredibile il coinvolgimento di questi speciali pazienti al momento di disegnare: buttano giù il colore comunicando ciò che hanno dentro, esprimendo la loro anima. E il fatto di disegnare, di esprimersi liberamente, dà loro molto benessere. Quando si sta bene si liberano endorfine, con ricadute positive sul fisico e sull’umore. La stessa reazione che ho notato con le persone malate d’Alzheimer. L’arte offre un modo per uscire dalla quotidianità, dà una sensazione di libertà. E quello che esce è molto significativo, con tele colorate, disegni fantastici, che poi diventano mostre che danno grande soddisfazione agli autori».

Tratto da: L'Arena - cultura - pag. 43

Data: 1/05/2018

Note: E. Cardinale