Inizio Novecento: passeggiata e pozzanghera in lungadige Donatelli

GRANDI INIZIATIVE. Giovedì 4 ottobre il quarto libro sulle stagioni in omaggio ai nostri lettori
Il centro storico, i quartieri, la gente, l’Adige: carrellata di fotografie nel volume realizzato in collaborazione con Cattolica Assicurazioni
Emanuele Zanini

Il panorama visto dal campanile di San Zeno su un quasi irriconoscibile quartiere di Borgo Trento, dove a fianco dei primi palazzi c’era ancora aperta campagna. Il vecchio ponte Catena in lontananza con l’Adige a dominare la scena con in mezzo al letto del fiume la porta della Catena. È una delle suggestive immagini contenute in «Le Stagioni del Novecento – Autunno», volume realizzato in collaborazione con Cattolica Assicurazioni e in regalo con L’Arena giovedì 4 ottobre.Proprio in autunno l’Adige nel secolo scorso è diventato protagonista con le sue imponenti piene che spesso hanno tenuto con il fiato sospeso i veronesi. A parte la tristemente nota inondazione del 1882 in seguito alla quale vennero costruiti i muraglioni lungo le rive, il fiume che attraversa Verona ha rischiato in altre occasioni di fuoriuscire dal suo alveo. Dalla piena memorabile del 1966 a quelle, ancora precedenti, del 1926, 1928 e 1933.A ricordarle ci sono diverse immagini contenute nel volume, in cui a risaltare è sempre la forza maestosa dell’Adige, pronto a travolgere qualsiasi cosa. E con la gente assiepata a riva a osservare il livello delle acque così alto da raggiungere quasi il bordo dei parapetti.Il fiume è anche sinonimo di costruzione se si osserva la foto del novembre 1921 di Gustavo Alfredo Bressanini in cui all’altezza del Chievo si vedono i primi lavori per la realizzazione della diga.E poi l’Adige e i suoi ponti: un ponte Garibaldi risalente agli anni Trenta ormai perduto, ricostruito nel dopoguerra come molti altri in città, a partire da ponte Pietra così come ponte Aleardi.Ma i protagonisti non sono solo loro. C’è per esempio il centro storico con le sue piazze: da piazza Erbe con le sue immancabili bancarelle affollate di gente, fino a piazza Bra con il Liston e i suoi tavolini. Quindi le strade: da via Leoncino a via Cappello, attraversate ancora dai binari del tram, o Corso Santa Anastasia. O un lungadige Donatelli all’inizio del Novecento in una foto che sembra un quadro, con una grande pozzanghera che riflette il paesaggio in lontananza in cui domina Castel San Pietro e parte delle Torricelle. O ancora una deserta e malinconica via Monte Ortigara risalente agli anni Trenta.Una via Basso Acquar, fotografata nel corso degli anni Cinquanta e attraversata da operai in bicicletta alle prime luci del giorno, completamente diversa da come siamo abituati a vederla oggi, ci restituisce un’immagine di come la città si stava risollevando nel secondo dopoguerra. Lo stesso dicasi per uno scatto del 1959 ambientato nel piazzale della vecchia fiera.Ma non mancano anche spaccati della società di un tempo, come le foto risalenti alle fine degli anni Settanta e ambientate a Borgo Nuovo dove un piccolo gruppo di bambini si mette in posa per farsi immortalare prima di rimettersi a giocare a calcio o alcune ragazze intente a ridere spensierate ai bordi di una strada delle periferia.E ancora: l’esterno della stazione di Porta Nuova negli anni Trenta del secolo scorso, con i filobus di fronte all’ingresso e un terreno ancora dissestato tra le buche e la terra a farla da padrone.Nostalgia mista a malinconia ma anche a stupore. Sono molteplici e multiformi le sensazioni che emergono sfogliando pagina dopo pagina «Le Stagioni del Novecento – Autunno». Rare foto storiche, in bianco e nero, in grado di far rivivere una Verona che non c’è più, o quasi, ma che in molti, più o meno anziani, non possono e non vogliono dimenticare.

Tratto da: l'Arena Giornale di Verona

Data: 30/09/2018