Lunghe code si sono formate in entrambi i sensi lungo la circonvallazione esterna

AMBIENTE. Dopo la seconda domenica a traffico limitato l’analisi dell’opposizione anche alla luce dei disagi della gente
Il Pd: «Le abitudini non cambiano, paga chi sta in coda in circonvallazione». Bertucco: «Il nuovo verde è previsto nel piano». Tosi: «Non si capisce chi può circolare e chi no»
Lunghe code si sono formate in entrambi i sensi lungo la circonvallazione esterna

Mobility Day, piovono critiche dall’opposizione. «Come avevamo ampiamente previsto, anche questo Mobility Day, il secondo della seconda edizione, è stato un mezzo flop perché ha liberato il centro storico da qualche auto, ma ha stipato di smog circonvallazioni e quartieri. Speriamo vivamente che sul fronte della lotta all’inquinamento vada meglio col nuovo piano di piantumazione che l’amministrazione, con le solite timidezze e tentennamenti, sta programmando per i prossimi mesi», esordisce Michele Bertucco di Verona e Sinistra in Comune.«Emerge infatti che lo scorso settembre, discutendo della mozione approvata in quinta circoscrizione il 20 luglio 2018 per le “mitigazioni ambientali di autostrade e tangenziali”, la giunta su relazione degli uffici abbia dato mandato di inserire le piantumazioni richieste dalla quinta circoscrizione in Variante 29 (di prossima predisposizione), nonché di dare finalmente attuazione alla misura prevista dal Paes (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile) che prevede la messa a dimora di 24 mila piante a Forte Azzano e Cà del Bue nel quinquennio 2017-2022. È dunque facile prevedere che le piantumazioni in prossimità di autostrade e tangenziali verranno richieste come opere di sostenibilità a chi si proporrà di costruire in città», prosegue Bertucco.E conclude: «Vale comunque sottolineare che gli interventi a mitigazione di autostrade e tangenziali non sono una gentile concessione dell’amministrazione comunale e o dei privati ma, come ricorda la relazione degli uffici, si tratta di una azione espressamente prevista dal Piano per la qualità dell’aria di ormai remota approvazione e ad oggi rimasto praticamente lettera morta».Il gruppo consiliare del Pd rincara: «Seppure un poco migliorati dal confronto in commissione, i nuovi Mobility Day non sono ancora all’altezza delle aspettative e della loro missione. Abbiamo infatti visto che non modificano le abitudini di nessuno: chi vuole, continua ad arrivare in auto limitrofo al centro, mentre chi arriva in bici rischia la vita come ogni altro giorno. Se invece lo scopo era quello di dare una vetrina di come potrebbe essere il centro precluso alle auto o con una ztl allargata, il risultato parla di un sistema caotico e inefficiente. A farne le spese sono sempre le lunghe code sulle circonvallazioni».E Flavio Tosi aggiunge: «Il Mobility Day si conferma ancora una volta per quello che è: una trovata mediatica inutile per contrastare l’inquinamento e dannosa per i cittadini, che si trovano costretti a subire disagi continui. In più ieri si è pure scatenato il caos a causa delle molte e indefinite deroghe. Che senso ha costruire tutto questo circo? È il modo di amministrare una città questo? È evidente che l’attuale Sindaco Sboarina non ha un contatto quotidiano e costante con i suoi concittadini». E conclude: «Il provvedimento è inutile sul piano del contrasto allo smog, anzi forse peggiorativo, perché di fatto è solo un allargamento della Ztl e paradossalmente condensa ancora di più traffico e polveri sottili nei quartieri limitrofi al blocco. E crea disagi perché tra deroghe e permessi non si capisce bene chi può circolare e dove e come». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: arena giornale di verona

Data: 23/10/2018