L’EVENTO. Riunione operativa in Comune con Firenze e Ravenna
Convegni, concerti, una mostra nazionale, una guida turistica sui luoghi di Alighieri. Decolla il progetto per i 700 anni dalla morte. Il via a settembre 2020
Convegni, concerti e una grande mostra di portata nazionale per cui, anticipa l’assessore alla Cultura Francesca Briani, «si sta già cercando di ottenere alcuni prestiti importanti». E ancora, il rifacimento del sito web www.danteaverona.it (messo in piedi nel 2015, in occasione del 750° anniversario della nascita di Dante) e una guida turistica di prossima pubblicazione per condurre veronesi e visitatori alla scoperta dei luoghi danteschi in città. Di quest’ultimo aspetto si occuperà l’università.Verona naviga a vele spiegate verso il 2021, anno in cui si celebra il settimo centenario della morte del sommo poeta, e inizia a programmare i festeggiamenti. «La volontà», spiega Briani, «è partire con i primi eventi a settembre del 2020, per concluderli a settembre dell’anno successivo». La data indicativa che segnerà l’inizio e la fine delle celebrazioni è il 13, giorno in cui, nel settembre del 1321, Dante veniva ucciso dalla malaria mentre si trovava a Firenze. La macchina operativa vera e propria si è messa in moto ieri con l’incontro, a Palazzo Barbieri, fra i nostri amministratori e i rappresentanti dei Comuni di Firenze e Ravenna. Il triangolo fra le città dantesche servirà per dare visibilità internazionale al centenario, tant’è che in questo primo tavolo tecnico, oltre a stabilire quali dovranno essere le iniziative condivise, si è ragionato pure su un’eventuale identità grafica comune.«C’è grande affiatamento», sottolinea Briani a margine della riunione a cui ha partecipato di persona insieme alla direttrice dei Civici Musei d’Arte, Francesca Rossi, e al dantista Paolo Pellegrini, docente dell’università scaligera invitato in qualità di esperto. Dal capoluogo toscano è arrivato Tommaso Sacchi, che a Palazzo Vecchio è a capo della segreteria dell’area Cultura, mentre Ravenna ha inviato l’assessore competente, l’onorevole Elsa Signorino. Va precisato che ogni città si sta muovendo in autonomia per quanto riguarda le iniziative territoriali, di cui i rispettivi municipi tengono saldamente le redini. «Noi», illustra Briani, «abbiamo iniziato a dialogare con la Regione, l’università e la diocesi, con la sua Biblioteca capitolare, per la realizzazione di percorsi storico-artistici. L’idea è coinvolgere anche il mondo della scuola e le associazioni. Credo che il programma sarà sostanzioso, ma occorre sbrigarsi perché settembre 2020 è dietro l’angolo». Il nodo restano le risorse. «La speranza è che la coperta si allunghi un po’», ammette l’assessore, ossia che il capitolo di bilancio destinato alla Cultura diventi un po’ più sostanzioso in vista dell’importante scadenza, «e che le istituzioni pubbliche e private ci affianchino nel percorso». Invece sfuma sempre di più la possibilità di inserire il centenario dantesco fra le proposte per candidare Verona a capitale della cultura per il 2020. Il bando di concorso era previsto entro l’autunno scorso, in realtà non è ancora stato pubblicato. «L’ambizione principale è costruire un coordinamento». Lo precisa Francesca Rossi, che oltre a essere la super manager alla guida del polo museale cittadino, fa da trait d’union col mondo accademico, sedendo nel consiglio d’amministrazione dell’università. «Verona lavora su tre fronti: uno cittadino, che vede il Comune capofila, uno condiviso con le altre città dantesche, mentre il terzo è il comitato ministeriale», di cui lei è la delegata per Verona «che sta preparando un calendario di celebrazioni nazionale». Peraltro, dovrebbe essere imminente la convocazione del prossimo incontro a Roma.

Tratto da: L'Arena -cultura-pag.55

Data: 2/02/2019