I giardini di piazza Indipendenza e sullo sfondo il palazzo ex Poste, da qualche anno riqualificato come residenziale

IL CASO. Degrado e cattive frequentazioni appena un anno e mezzo dopo i lavori del Comune
Eliminate panche e tavoli, ora la sosta di balordi s’è spostata verso il palazzo ex Poste. I cui inquilini fanno sentire la protestaRiqualificati un anno e mezzo fa, i giardini di piazza Indipendenza continuano a finire sotto i riflettori per situazioni di degrado e scarso decoro.Se i negozi della zona percepiscono una generale sensazione di miglioramento dopo gli interventi di riqualificazione, e i passanti camminano rapidi in mezzo ad aiuole e panchine, i residenti del Palazzo ex Poste sono costretti a difendersi da situazioni che squalificano gradinate ed esterni della proprietà privata. Dettate non solo dai bivacchi, ma anche dalla movida notturna.Come confermato dalle guide turistiche, che in quel tratto si soffermano per introdurre la storia di Giulietta ai visitatori prima della tappa in via Cappello, la presenza di bivacchi e disperati da quando, con il riassetto dei giardini, sono state eliminate panche e tavoli in legno nella zona di affaccio su via Nizza, si è spostata più a ridosso delle abitazioni. Ora, infatti, le pipì indesiderate, oltre che contro gli alberi, si stanno concentrando in angoli e anfratti del prestigioso Palazzo Poste, dove sono stati realizzati anche gli stalli per i motorini.Il vicoletto che sta tra l’edificio e i giardini, come dimostrano gli scatti prodotti dai residenti, è preso di mira, con decine di rivoli maleodoranti che si accumulano dalla mattina alla sera, penetrando pure nei box dei condomini. E non mancano persino tracce di escrementi a ridosso della centralina dell’Agsm verso via Nizza.Dichiara Luca Foltran, custode che vive e lavora nel palazzo: «I disagi in questa zona della città sono di vecchia data e i giardini da sempre rappresentano un tasto dolente. Vorremmo poter aprire le finestre senza sentire puzza di urina e non dover fare i conti con box trasformati in latrine. Gli odori salgono e diventano pungenti soprattutto quando le temperature aumentano. Nonostante la riqualificazione con recinti e telecamere, lo spazio verde resta mal frequentato dal solito gruppo di persone che trascorre le giornate e bere alcolici per poi fare i propri bisogni di fronte a tutti, senza alcun pudore».A ciò si aggiunge pure il malcostume di chi, trascorsa la nottata in città, abbandona bicchieri e bottiglie sulla scalinata di ingresso al palazzo.«A spese dei condomini sono stati sistemati dei fari a led collegati a dei rilevatori di presenza, in modo che chi si sdraia o bivacca sulle panchine in pietra di fronte all’edificio si senta quanto meno disturbato», dice Cristiano Manganotto, amministratore di Palazzo Poste. «Altri sensori sono stati sistemati pure verso via Nizza, ma la situazione è imbarazzante».In via Nizza, del resto, anche l’amministrazione ha incrementato l’illuminazione con fari a led. «Il palazzo al momento è abitato al 40 per cento», fa presente l’amministratore. «Chi ci vive da ormai quattro anni non ne può più di questa situazione, che di certo non rappresenta un buon biglietto da visita nemmeno per i turisti da fuori».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 9/03/2019

Note: C.Bazzanella - foto Marchiori