Il 4 Novembre si celebra la Giornata delle Forze armate e la Giornata dell’Unità nazionale, giornate che riassumono quello che a mio parere dovrebbe invece essere chiamato il 101° Anniversario della Vittoria dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale.Ai tempi in cui frequentavo le scuole elementari, alla metà degli anni ’60, questo, il 4 novembre, era un giorno di solenni celebrazioni a cui partecipavano gli studenti delle scuole in corteo fino alla chiesa dove veniva celebrata la messa in suffragio e davanti al monumento ai caduti per il solenne discorso di commemorazione e la lettura bollettino che annunciava che «La guerra contro l’Austria-Ungheria che, sotto l’alta guida di S.M. il Re, duce supremo, l’Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio 1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per 41 mesi è vinta». E concludeva: «I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza». Alla fine delle lettura veniva suonato il Silenzio e intonata dalle scolaresche la Canzone del Piave.Adesso questa commemorazione, oltre ad essere stata sfrattata da più di 45 anni dalla sua data storica, si è ridotta ad una celebrazione quasi esclusivamente a beneficio delle varie associazioni d’arma. Il testo del «Bollettino della Vittoria» nella maggioranza delle scuole penso sia praticamente sconosciuto.Purtroppo siamo una nazione che ormai ha dimenticato la propria storia e non onora con il dovuto rispetto e propri eroi.

Tratto da: L'Arena -lettere- pag,27

Data: 3/11/2019

Note: Enrico Bonturi - Verona