Don Giuseppe ci ha lasciati, per noi troppo presto, per il Padre Celeste al momento giusto, appena pronto il posto per lui preparato.
Ho conosciuto Don Giuseppe quando la nostra parrocchia ancora non esisteva e, nelle feste grandi, il curato di San Giorgio lo caricava sulla vespa per venire ad aiutare noi chierichetti di qualche anno più giovani.
L’ho ritrovato come curato quando ci aiutava a meditare un testo intitolato ” Signore da chi andremo?”.
L’ho ritrovato come Parroco quando mi ha chiesto di fare il catechista per i ragazzi delle cresime.
Lo voglio ricordare con tre saluti che furono preparati per accompagnare la sua partenza per  San Benedetto in Valdonega e, per me, rappresentano quello che è stato per la nostra comunità.
“Giuseppe mi ami tu?”
“Signore tu lo sai che ti amo”
“Pasci le mie pecore”
E Giuseppe è stato per noi il PASTORE, presente, disponibile, attento.
Un giorno, da curato, ci disse . “Se non servi, non servi” E lui ci ha mostrato cosa è il servizio, con la sua attenzione a tutti e il suo impegno affinchè nessuno restasse indietro o venisse messo da parte. I confratelli della San Vincenzo ben conoscono questo Don Giuseppe; per questo alla sua partenza ricevette dalla comunità di San Pietro un grembiule, simbolo del servizio prestato.
Il rosone della nostra chiesa mostra San Pietro che, ritto sulla prua della barca, la guida. Una formella a smalto fu l’altro regalo di saluto: rappresenta proprio San Pietro alla guida della barca.
Guida sicura, serena, attenta, affettuosa verso ogni uno e verso tutti, questo è stato negli anni Don Giuseppe Benini.
L’eterna gioia doni a te il Signore, riposa in pace.
Tommaso

TESTIMONIANZA

Un pensiero commosso per te, don Giuseppe.
Ci sono modi diversi per ricordare una persona cara. Noi vogliamo farlo con tanta riconoscenza e affetto.
Non sei stato solo un bravo sacerdote. Ci hai dimostrato l’importanza e la felicità di essere prete. Ci hai dato sempre un esempio garbato di franchezza e coerenza sincere.
Ci hai insegnato che la vita di tutti è sacra e l’importanza del rispetto dell’altro.
Ci hai riempito il cuore con le parole del Vangelo o ci hai spronato a dare testimonianza di quanta gioia si prova a viverlo quotidianamente.
Ci hai fatto riflettere sulle contraddizioni tra le scelte della vita e la Parola e comprendere che la cosa più importante per tutti è l’Amore.
Per noi sei stato una guida, sempre pronto ad accettare le nostre debolezze, senza giudicare, accogliente e discreto. Ci hai trasmesso l’attenzione all’ascolto reciproco, facendoci sentire famiglia.
C’è tanta tristezza nei nostri cuori, ma siamo sicure che ti sei preparato all’incontro con il Signore con la serenità e la profondità che hai sempre donato.
Dio ti ha sicuramente accolto nella Sua luce e nella Sua pace.
Grazie,
Il “tuo” gruppo del mercoledi


BORGO TRENTO. Don Formenti: «Fedele fino all’ultimo al proprio impegno verso la comunità»
Si è spento a 75 anni al Sacro Cuore di Negrar Domani pomeriggio le esequie in cattedrale.

La Chiesa veronese perde monsignor Giuseppe Benini, spentosi a 75 anni lunedì scorso, presso l’Ospedale Sacro Cuore di Negrar, dove si trovava ricoverato.Originario di Sant’Ambrogio di Valpolicella, don Benini viene ordinato presbitero – come appartenente alla parrocchia di San Giorgio in Braida – il 27 giugno 1971, e a seguire Vicario parrocchiale di Pescantina fino al 1977, di Golosine fino al 1979, di Malcesine fino al 1981. Il suo ministero sacerdotale prosegue a San Pietro Apostolo, in borgo Trento, dove ricopre prima il ruolo di curato, poi, dal 2002 al 2010, quello di parroco. Per essere poi trasferito a San Benedetto in Valdonega fino al 2013, anno in cui diviene Canonico effettivo del Capitolo Canonicale della Cattedrale. Dal 2018 è stato anche Consigliere Spirituale della Società San Vincenzo de Paoli e Ministro della Consolazione. «Una persona amabile e benvoluta da tutti, oltre che culturalmente molto preparata», ricorda l’attuale parroco di San Pietro Apostolo don Franco Formenti. «Insieme a monsignor Sergio Fasol, mancato qualche mese fa, una bella figura per il Capitolo dei Canonici. Fedele al proprio presbiterato fino all’ultimo». Anche quando la malattia lo aveva parecchio debilitato. E nonostante l’indole riservata, «era rimasto ligio a tutti gli impegni assunti verso la sua comunità», aggiunge monsignor Edoardo Sacchella. Le esequie, presiedute dal vescovo Giuseppe Zenti, saranno celebrate domani, venerdì, alle 15.30 in cattedrale, e la salma verrà sepolta nella Cappella dei Sacerdoti, al cimitero monumentale