IL CASO. Documento dell’assessorato all’Istruzione del Comune inviato ai dirigenti scolastici: «Su certi atteggiamenti non si può più fare finta di nulla, serve senso civico»
Bertacco: «Mi aspetto collaborazione dalle famiglie» Bettarello, Atv: «Contrasto difficile, talvolta costretti a valutare la sospensione di alcuni servizi “ad hoc”»

Ora è tutto in un «codice». Poche e semplici regole civiche, inviate «nero su bianco» ai dirigenti delle scuole, materne (quasi «pro forma»), elementari e medie (in «sostanza») cui il Comune fornisce il servizio di trasporto scolastico. Chi sgarra rischia la segnalazione, trasmessa poi alla famiglia o, nei casi più gravi e recidivi, l’esclusione dall’uso dello scuolabus per un periodo o, «in extremis», definitiva. Con un rischio anche sulla pagella che, nel caso di comportamenti ripetuti e gravi, spingerà il Consiglio di classe a un «taglio» sul voto di condotta. Quanto ai danni, a persone o cose, resta ferma la responsabilità delle famiglie.IL DOCUMENTO. Il «codice» riafferma le regole minime del comportamento sociale. Divieto di espressioni verbali offensive e di comportamenti lesivi nei confronti di chiunque: un tempo tutto ciò veniva appreso in famiglia. Rispetto del mezzo di trasporto, che non deve essere in alcun modo danneggiato (idem). Attenzione alla sicurezza durante il viaggio, con l’obbligo di restare seduti e di non occupare altri posti con zaini e indumenti: regola di buon senso, anch’essa, in un tempo non lontano, messa nella «cassetta degli attrezzi» da papà e mamma. Il messaggio che viene dal settore Istruzione del Comune. gestore del servizio di trasporto, così prezioso per tante famiglie anche in termini di traffico sottratto alla viabilità cittadina, è chiaro: lo scuolabus non è una sorta di «terra di nessuno».L’ASSESSORE. «I ragazzi devono capire che le regole vanno rispettate. E le famiglie devono sapere come su alcune cose non si possa sorvolare», spiega senza mezzi termini l’assessore all’Istruzione, Stefano Bertacco. «La nostra intenzione è prevenire certi atteggiamenti, cercando di ostacolare fra i ragazzi, quanto più possibile, l’insorgere di fenomeni di bullismo. E più in generale di ogni scorrettezza durante gli spostamenti tra casa e scuola». «Questo è il motivo per cui, consapevoli dell’importanza di offrire alle famiglie ogni supporto a sostegno dell’educazione dei figli», prosegue, «è stato predisposto questo documento, anche a tutela della sicurezza degli studenti che viaggiano sui pulmini comunali».C’è, dietro al «documento», un intento educativo. «Noi ci prendiamo cura dei ragazzi nel momento in cui escono di casa per entrare nel mondo della scuola. E lo facciamo in modo tale di prevenire anche quei fenomeni di bullismo su cui non si può più minimizzare», osserva ancora Bertacco. «Dai genitori mi aspetto una forte collaborazione perché il senso di questa iniziativa è semplicemente di educare alla cultura del rispetto reciproco». Impresa dall’esito non del tutto scontato.BUS PUBBLICI. La situazione talvolta critica, lasciata la scuola dell’obbligo, si ripropone con i ragazzi divenuti utenti, al pari di tutti gli altri, del servizio pubblico di trasporto gestito da Atv. Abbonamenti non «strisciati», ingresso ormai abitudinario dalla porta centrale in contrasto con gli altri passeggeri in discesa dal bus, nonostante il chiaro «divieto di salita», scritte sui sedili e rifiuti di merende abbandonati regolarmente tra i sedili, posti a sedere occupati da zaini. In qualche caso, soprattutto sulle linee extraurbane, atteggiamenti di vero e proprio «bullismo».FRONTE ATV. «La situazione, in realtà, è in parte migliorata con l’impiego esteso dei controllori, delle guardie giurate e di arredi interni più difficili da danneggiare e facili da ripulire», commenta Massimo Bettarello, presidente di Atv. Ma il nodo del problema non è solo questo, investe un comportamento scorretto piuttosto generalizzato. «In qualche caso ci siamo trovati costretti a informare i dirigenti scolastici, soprattutto per alcune linee supplettive o previste “ad hoc” a servizio di determinati istituti, arrivando a minacciare di sospenderle. Una misura che ha prodotto risultati ma che, ce ne rendiamo conto, non è di certo risolutiva».ORE DI PUNTA. Impossibile, di fatto, sorvegliare l’accesso corretto agli autobus nelle ore di punta: «Ne andrebbe, data la massa di persone, della regolarità del servizio. Facciamo di meglio, su questo fronte, nei momenti di traffico ordinario».La soluzione, spiega Bettarello, nella veste di presidente di Confservizi Veneto, «esisterebbe ed è in discussione nella seconda commissione regionale: si tratta di prevedere l’obbligo di obliterazione dell’abbonamento o del biglietto in salita e in discesa. Un sistema che fornirebbe indicazioni preziose per orientare e migliorare il servizio».MODELLO ESTERO. Tornelli per l’accesso ai bus, regolare e ordinato, con verifica «visiva» del possesso del biglietto. «Lo fanno tanti Paesi, anche del cosiddetto Terzo Mondo», dice Bettarello. «Sarebbe perfetto ma quanti permessi richiederebbe un’iniziativa così, altrove è vista come normale?». «Siamo in Italia», conclude. Non resta che sorvegliare e punire.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 19

Data: 27/02/2019

Note: Paolo Mozzo