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IL VERDE IN CITTÀ. Amici della Terra e Lessinia Europa dicono stop alle potature selvagge e vogliono istituire una consulta per coinvolgere tutti i soggetti interessati

Sul quel lungadige sono una cinquantina e quelle abbattute saranno sostituite con dei tigli 

L’Arena

IL GIORNALE DI VERONA

Domenica 06 Settembre 2009 CRONACA Pagina 9

 

IL VERDE IN CITTÀ. Amici della Terra e Lessinia Europa dicono stop alle potature selvagge e vogliono istituire una consulta per coinvolgere tutti i soggetti interessati.

Sul quel lungadige sono una cinquantina e quelle abbattute saranno sostituite con dei tigli.

 

Torna prepotentemente alla ribalta il problema della tutela del verde nella nostra città. A ottobre verranno tagliate tredici robinie sul lungadige delle rigaste San Zeno. E sostituite con dei tigli. E come per tutti gli altri interventi di questi giorni, ci si domanda se il taglio delle piante date per sofferenti o malate o irrecuperabili sia l’unica soluzione o si tratti semplicemente di quella più economica. E non solo.

Molti dubbi sono stati avanzati anche sulla necessità e la competenza delle persone alle quali a volte viene subappaltata la potatura degli alberi, spesso fuori stagione e con il rischio così di creare problemi che poi nel lungo periodo si ripercuotono sulla pianta, l’unica poi a rimetterci.

A maggio, in una serie di incontri, Paolo Tosato, l’assessore alle strade, giardini e arredo urbano, ha incontra to in più occasioni le associazioni ambientaliste per definire un piano condiviso sul taglio degli alberi. Amia dice di aver speso 4.500 euro per fare effettuare le controperizie dell’esperto nominato da Legambiente, Italia nostra, Wwf. E così definire in quali condizioni fossero il platano di via Mameli, il pioppo di Castelvecchio e il leccio dei giardini Lombroso.

Leccio a parte, che va solo sfoltito, assicurano all’Amia, negli altri due casi il perito indicato dalle associazioni, Daniele Zanzi della Fitoconsult di Varese, ha confermato, secondo quanto dice Amia, la necessità di abbattere gli alberi per esigenze di sicurezza. In particolar modo, a proposito del pioppo, ha ribadito quello che anche altri arbicoltori interpellati da L’Arena, come Daniele Bussola e Bruno Bettio – e che in passato avevano visionato la pianta – hanno appurato: il pioppo aveva l’armillaria, un fungo insidiosissimo e incurabile. E per questo doveva essere tagliato.

E tutti gli altri alberi nel mirino? Le piante segnate da tagliare ai bastioni dove c’era il vecchio zoo? Le piante rovinate nei lavori di rifacimento di piazza Vittorio Veneto? O ai giardini di Avesa? Le potature esagerate degli ippocastani in corso Porta Palio o dei tigli in lungadige Panvinio? Associazioni come Lessinia Europa e Amici della Terra chiedono al Comune più sensibilità e programmazione. Vorrebbero si creasse un comitato per il verde cittadino con tutti i soggetti interessati coinvolti per decidere come operare nell’interesse di tutti.

MA.PER

Tratto da: NULL

Data: 1/01/1970

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