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LA CERIMONIA. Laurea honoris causa in Discipline artistiche all’ex direttrice dei Musei civici ora alle Gallerie di Venezia
«Verona è sempre la mia casa»
Il rettore Sartor: «Riconoscimento alla persona e al patrimonio culturale che ha bene valorizzato»
Alla fine Verona le ha detto grazie. E a lei «sembra proprio un grazie grandissimo». Così Paola Marini ha commentato la laurea magistrale honoris causa in Discipline artistiche che l’università scaligera le ha conferito ieri, su una proposta avanzata nel 2015 dal dipartimento di Culture e civiltà diretto da Gian Paolo Romagnani. Laureata in Lettere moderne e specializzata in Storia dell’arte medievale e moderna, oggi Marini è a Venezia a custodire i tesori delle Gallerie dell’Accademia. Nel 2016 è stata tra i super manager della cultura scelti dal Ministro Dario Franceschini per guidare i più importanti musei nazionali, ma per quasi vent’anni, dal 1997 al 2015, è stata al vertice dei Civici di Verona. Come non ricordare le sue ultime settimane a Castelvecchio segnate dalla vicenda dei quadri rubati, conclusa quando s’era già trasferita – almeno lavorativamente – in laguna. «È una ferita grande che porterò sempre con me» ha detto. «Perché Castelvecchio non l’ho mai lasciato veramente. Ci sono cresciuta. Da ragazza ci ho fatto la volontaria, quando ancora non c’era il Servizio civile nazionale». «Il mio futuro è a Venezia, ma Verona è sempre la mia città e spero che si sviluppi una collaborazione tra l’università, gli enti e le associazioni che si occupano di beni culturali», ha commentato.Non a caso, il riconoscimento dell’ateneo è «Per un sempre più stretto legame con il territorio e con le sue istituzioni e una valorizzazione delle eccellenze presenti a livello locale», questa la motivazione letta da Romagnani durante la cerimonia in pompa magna nell’auditorium del Polo Zanotto. Per l’università di Verona, la laurea honoris causa assegnata ieri è la numero cinque. La prima fu nel 2009, un dottorato onorifico in Informatica che andò al fisico Federico Faggin, di Vicenza. L’ultima, nel 2012, in Scienze delle Attività motorie e sportive al «ragno delle Dolomiti» Cesare Maestri, alpinista e scrittore trentino. Per la prima volta nella storia dell’ateneo, quindi, l’alloro «a scopo di onore» è per un’eccellenza di casa nostra. «È il riconoscimento non solo della persona ma anche del legame tra la città e le sue istituzioni culturali. Un segno d’attenzione nei confronti del patrimonio ricchissimo a cui noi vogliamo dare un contributo» ha fatto eco il rettore Nicola Sartor. La «laudatio» a Paola Marini è stata affidata all’amico Bernard Aikema, ordinario di Storia dell’Arte moderna, co-curatore dell’esposizione del 2014 dedicata a Paolo Veronese. «Paola è una persona eccezionale che ha avuto grande importanza per Verona e il Veneto. Siamo convinti del peso importantissimo che ha la sua azione di avvicinamento tra il museo e l’accademia, due mondi per tradizione un po’ separati. Il suo è un modello per il futuro», ha detto. Nel suo intervento, poi, Paola Marini si è concentrata sul rapporto tra musei e società, in particolare sulla necessità di incrementare nella comunità il senso di appartenenza al patrimonio storico e artistico. E ha anticipato le novità per il bicentenario dell’Accademia, che cade quest’anno: a maggio una mostra dedicata all’artista americano Philip Guston, compagno di Pollock, e a settembre i festeggiamenti veri e propri intorno alle figure di Leopoldo Cicognara, Antonio Canova e Francesco Hayez.
Laura Perina

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA- cultura pag.55

Data: 11/02/2017

Note: Laura Perina. Foto Marchiori