STORIA. L’associazione Abitare Borgo Trento presenta un volume che è un omaggio al quartiere
Le tappe fondamentali del conflitto 1915-1918 ricostruite attraverso le strade, da piazzale Cadorna a via XXIV Maggio e salita Monte Grappa
MARIA VITTORIA ADAMI
«Qui vorrei segnare la mia via dolorosa. Ma non posso. Sono intontito. Un giorno, forse, potrò meglio riassumere la serie di dolori che mi ha portato a questa crudele conclusione: oggi, anche lo sapessi o lo volessi fare non potrei perché manca la possibilità di pensare o di pensare senza piangere».

È il 4 febbraio 1916, sulla sinistra dell’Isonzo, a Conca di Plezzo, il sergente Enrico Orna, nato a Verona 28 anni prima, si lascia andare allo sconforto. La Grande Guerra imperversa e le spallate sul fiume verde che fa da confine tra i belligeranti sconquassano gli animi dei soldati. Quel pianto trattenuto è rimasto chiuso tra le pagine di un diario finché l’associazione Abitare Borgo Trento lo ha tolto all’oblio per pubblicarlo, insieme a quello di Giovanni Lenotti, nel volume «Storie di guerra, storie di uomini. La Grande Guerra nelle vie di Borgo Trento» (Gabrielli editori, 2019) a cura di Alberto Sala e Tommaso Roda, e con l’apporto essenziale di Alberta e Maria Avesani, Giovanna Favaro, Lidia Fontana, Susanna Orna, Lidia Rebonato e Fausto Valensisi.

Il volume è un originale omaggio al quartiere che più di ogni altri a Verona porta nella toponomastica il ricordo della «Quarta guerra d’indipendenza» oltreché del Risorgimento. L’associazione ha dapprima tracciato l’elenco delle strade che portano il nome di luoghi o fatti che hanno scandito il primo conflitto mondiale. Per ciascun nome ha proposto focus storici e letterari, utilizzando le migliori penne della memorialistica di guerra dell’epoca – da Paolo Monelli ad Attilio Frescura, fino agli irredentisti morti tra il ’15 e il ’16 Scipio Slataper, Carlo Stuparich e Cesare Battisti – e aggiungendo articoli di stampa di allora.

Infine sono stati aggiunti quattro diari, tra cui i due inediti di Orna e Lenotti e i due che aprono un varco nell’universo femminile sul fronte interno della guerra che colpì anche le popolazioni civili: sono le voci di Ada Andreina Bianchi, crocerossina, e Brigida Salvadori, maestra nei territori occupati dagli austriaci dopo la rotta di Caporetto.

Salita Monte Grappa, via Coni Zugna, via Passo Buole o via Monte Pasubio… Il volume è una passeggiata nella Grande guerra tra le strade di Borgo Trento che ricordano non solo i luoghi più aspri e dolorosi – via Monte Ortigara o via Carso – ma anche le date o i paesi rappresentativi da via XXIV Maggio, data in cui i soldati andarono «alla fronte» nel 1915, ai più consolatori via IV Novembre e piazza Vittorio Veneto legate all’annuncio della fine del conflitto nel 1918.

Ma il libro ricorda anche le medaglie d’oro al valor militare cui il quartiere ha dedicato una strada: Carlo Camozzini, Paolo Tolosetto Farinati degli Uberti e Carlo Ederle. La toponomastica richiama anche le gesta di Gabriele D’Annunzio, o dei generali Luigi Cadorna e Gaetano Giardino.

I curatori dedicano il libro ai cittadini di Borgo Trento «con l’augurio che la conoscenza crei comune sapere, socialità, cultura». Con il volume, Abitare Borgo Trento ha anche raggiunto l’obiettivo pregevole delineato dopo l’iniziativa della sessione pubblica di letture, tenutasi all’Arsenale l’anno scorso, sul tema della Grande guerra partendo appunto dali toponimi.

«Il testo», spiegano, «non ha solo lo scopo di fornire informazioni sul conflitto mondiale che ha funestato l’inizio del secolo scorso, ma soprattutto quello di affrontare l’argomento proprio attraverso i temi suggeriti dalle vie del quartiere.

L’abbinamento di guerra e strade trae origine dalla volontà di contribuire alla percezione del territorio cittadino e della sua storia, di favorire una maggiore consapevolezza dell’ambiente in cui si vive e incoraggiare la conoscenza». © RIPRODUZIONE RISERVATA

QUI CRONACA DELL’EVENTO

Le statue di Salazzari sul Ponte della Vittoria che celebra la fine della Grande Guerra: due targhe riportano i messaggi di Vittorio Emanuele e il bollettino del generale Armando Diaz

 

eroi della Grande guerra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qui le targhe citate   (articolo sul ponte della Vittoria )