Anni trenta- lavori per la realizzazione dell'alzaia tra Ponte Pietra e S.Giorgio

LUNGO L’ADIGE. Le alzaie sono utilizzate da numerose persone per passeggiare e correre, ma molti tratti sono accidentati, invasi da rifiuti e vegetazione spontanea
Tante erbacce e fondo sconnesso: talvolta è difficile camminare. La competenza è del Genio civile che ha risorse limitate. Comune a Amia fanno da supplenti.
Tolo da Re l’aveva cantato con la passione del poeta nel suo memorabile e struggente componimento, L’Adese, e probabilmente ora storcerebbe il naso, e anche la penna, se potesse vedere le non proprio poetiche condizioni di certi tratti del suo amato fiume, simbolo stesso di Verona che, come scrisse lui, «co na esse el la brinca tuta, co na esse el la ciama sposa».Problema annoso e mai veramente risolto quello della manutenzione e della pulizia delle alzaie, per molti tratti utilizzate dai veronesi per passeggiate, corse e relax. Basta pensare a Catena Beach, la spiaggia popolare dei veronesi, ma in molti tratti invase dalle erbacce e dai rifiuti, anche quelli dei cani.TESTIMONIANZA. Ce lo fa notare un lettore che vive a Borgo Trento, P.M., 65 anni, pensionato, e che spesso va a passeggio con il cane, «e il sacchetto per raccogliere la pupù», precisa, lungo l’alzaia tra ponte Catena e ponte del Risorgimento, il tratto di lungadige Cangrande, di cui ci ha anche mandato qualche foto. «In questa zona la vegetazione è cresciuta rigogliosa lungo la riva», spiega, «e a metà qualcuno ha pensato di sfruttare arbusti e alberelli per sistemarci in mezzo una casetta, compreso l’ombrellone, dove stare al fresco».PUNTI CRITICI. Ma non è l’unico punto critico. Altra zona diventata terra di nessuno è quella sulla sponda opposta, dove è cresciuta una jungla tra la riva e l’argine, a due passi dalla storica Porta Fura, perennemente imbrattata di scritte e scarabocchi con lo spray. Non va meglio più avanti, sul tratto tra ponte Catena e il ponte del Saval, sia dal lato di lungadige Attiraglio che su quello opposto.La camminata nel tratto sotto l’ospedale di Borgo Trento è sconnessa e costellata di erbacce, dall’altra parte, dove nei giorni scorsi è intervenuto il Comune a fare un po’ di pulizia, il sentiero che costeggia Catena beach e arriva al centro Bottagisio di Chievo è circondato da un’alta vegetazione spontanea, tra cui delle lunghe ortiche (ora tagliate). Bisogna camminare a tratti in fila indiana, sperando che non arrivi il fanatico di turno del ciclocross che vuol passare a tutti i costi a rischio di finire nell’Adige. Come se non bastasse, i vandali di turno, per l’ennesima volta, hanno divelto sedili e schienali delle due panchine che si trovano all’imbocco della breve salita che porta al centro Bottagisio, lasciando solo i supporti metallici, evidentemente troppo difficili da sradicare. Anche qui s’è dovuto intervenire per aggiustare.CASTELVECCHIO. Non è un gran spettacolo, fa sempre notare il nostro lettore, nemmeno l’area vicino a Castelvecchio, dalla parte dell’Arsenale. Lì l’Adige in questo periodo è basso e più di un turista accaldato ne approfitta per scendere sul greto del fiume, a piedi nudi, schivando varie schifezze, dai rifiuti lasciati dai soliti maleducati che ignorano l’uso degli appositi cestini agli altrettanto maleducati proprietari di cani che lasciano in loco le deiezioni dei loro animali.PARONA. Sull’alzaia tra Parona e il ponte del Saval il percorso a tratti si riduce a un sentierino stretto tra la vegetazione cresciuta sulla sponda dell’Adige, in mezzo al quale non è raro imbattersi in sacchetti, lattine, bottiglie e cerchioni di automobile, a testimonianza degli incidenti che accadono sulla strada che corre sopra parallela, compreso anche qualche pilottino di marmo divelto «vittima» di questi episodi.COMPETENZE. Quella della gestione delle alzaie è una questione annosa, spiega l’assessore alle Strade Marco Padovani. «Se ne dovrebbe occupare il Genio civile che ha ereditato la competenza dal Magistrato alle acque. Ma le risorse sono poche e gli interventi sono quelli che sono. Così Comune e Amia intervengono come supplenti, tutte le volte che possono e di fronte a criticità evidenti, per garantire ai cittadini la possibilità di fruire delle alzaie che sono posti bellissimi e facilmente accessibili».Ultimamente si è stabilito un accorso per cui il Genio civile si dovrebbe concentrare nella zona tra la diga del Chievo e quella di Catena beach, mentre Amia si è fatta carico della parte da ponte Catena alla zona di Porta Fura, come i tratti da Castelvecchio a Parona, in sinistra Adige, più le zone del Boschetto e di Bosco Buri. Lo scorso marzo un gruppo di esponenti politici cittadini ha dato vita a una giornata ecologica e impegnandosi in prima persona a ripulire un tratto cittadino di alzaia, in lungadige Riva San Lorenzo. Alla fine il «bottino» risultò abbondante: ruote di biciclette, cellulari, bottiglie e vetri rotti, siringhe, copertoni, vestiti e rifiuti di ogni genere e anche carte di credito deteriorate.STORIA. Le alzaie lungo l’Adige sono ormai un patrimonio della città e dei cittadini. Ne sono un esempio alcune foto d’archivio, fatte da tecnici del Genio civile, che mostrano i lavori per la realizzazione del tratto tra ponte Pietra e San Giorgio negli anni Trenta. All’epoca, per costruire l’alzaia e anche la strada sopra, vennero demoliti anche degli edifici storici che costeggiavano il fiume, tra le vive proteste della popolazione. Sempre in quell’epoca venne realizzata l’alzaia a Parona, a Ca’ Rotta, di fronte a Chievo. Ed è sempre stata usata.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 13/08/2018

Note: ELENA CARDINALI