A scuola in bicicletta, sfida da vincere Fra timore dei bus e rischio traffico

IL NODO DEGLI SPOSTAMENTI. I mobility manager degli istituti hanno mostrato ai ragazzi i percorsi sui nuovi tracciati
Molti useranno l’auto, quindi si cerca di agevolare la mobilità sostenibile. Usando prudenza
A scuola in bicicletta, sfida da vincere Fra timore dei bus e rischio traffico
Hanno suddiviso la città in quattro macro aree, secondo i punti cardinali. Hanno studiato i percorsi da fare in bicicletta per raggiungere le scuole in centro. E ieri mattina li hanno mostrati “sul campo” agli studenti partendo con loro dai quartieri e arrivando fino a palazzo Barbieri. Sono i «mobility manager» delle scuole. Per dirla in italiano: insegnanti che si occuperanno di indicare ai loro ragazzi come raggiungere la scuola, muovendosi a piedi o in bicicletta sulle nuove corsie ciclabili o sulle piste, secondo le nuove norme del codice della strada e alla luce degli effetti della pandemia che spingerà molti, lunedì, a prendere l’auto per portare i figli a scuola per non farli salire sulla corriera. Il rischio è che lunedì la città sia assediata dal traffico, ma anche che gli incidenti con ciclisti aumentino. La spinta dell’amministrazione comunale è quindi quella di agevolare la mobilità dolce il più possibile. Ne deriverà – almeno lo si spera – una maggior cultura di rispetto del ciclista sulla strada. Per questo ieri mattina, un gruppo di insegnanti con gli studenti arrivati in bicicletta da Borgo Milano, Borgo Roma, Borgo Venezia e Borgo Trento, sono stati accolti, oltre che da Corrado Marastoni, presidente veronese della Federazione italiana Amici della bicicletta, dall’assessore all’ambiente Ilaria Segala – che si muove in bicicletta per la città – e quello ai trasporti Luca Zanotto. «Più siamo in bicicletta per le strade, più siamo protetti», è il monito di Marastoni e Segala. «La pandemia ci offre la grande occasione di ripensare gli spostamenti», spiega Segala. «Lunedì sarà una giornata storica. Chi ha deciso di non prendere l’autobus auspichiamo prenda la bicicletta», poi rivolta ai ragazzi: «La scuola è una palestra di vita. Portate a casa questo messaggio: andiamo in bici e scegliamo un percorso di mobilità sostenibile. Più siamo, più ci sarà attenzione». Marastoni ha illustrato a insegnanti e studenti le indicazioni che si trovano sul portale della Fiab con la mappa aggiornata della ciclabilità e le nuove norme. Lo stesso hanno fatto alcuni istituti: «Abbiamo spiegato sul nostro portale le possibilità per raggiungere la scuola. Ci sono anche un questionario per capire quanto distano gli studenti dalla scuola e l’elenco delle zone di accompagnamento con relativi percorsi», spiega Aida Livi, insegnante di scienze motore al Ferraris. «Abbiamo illustrato ai ragazzi come raggiungere la scuola sfruttando le nuove corsie ciclabili, ma anche spiegando loro la differenza tra attraversamento pedonale e ciclabile o le norme del codice stradale», aggiunge la collega Fabrizia Graziani, del Messedaglia. «L’obiettivo è renderli consapevoli che si può andare in bicicletta, ma con attenzione. È un’occasione da cogliere. Anche tra colleghi cerchiamo di agevolare questa scelta: muovere cento insegnanti al giorno con la bicicletta anziché con l’auto libera le strade e i cortili che tornano a essere aree deputate all’incontro». «Portare avanti un messaggio ecologico costa sacrifici e rinunce, ma è per un qualcosa di nuovo, meno impattante e che porta vantaggi a tutta la comunità. Non basta riempirsi la bocca di messaggi, occorre cambiare il passo. La ciclabilità è l’evoluzione naturale delle città», conclude Zanotto che invita però anche a utilizzare l’autobus: «Prendete il bus, con i giusti accorgimenti, perché il pericolo peggiore è una città messa in ginocchio dal traffico e dallo smog». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 12/09/2020

Note: Maria Vittoria Adami