Emma Maria Ugolini, 18 anni: oggi diventa Alfiere del Lavoro

I PIÙ BRAVI. Studentessa uscita dall’Aleardi con 100 e lode fra i 26 migliori d’Italia: riceve l’attestato di Alfiere del Lavoro

Emma Maria Ugolini ama le lingue straniere e suona la batteria. «Che emozione incontrare il Presidente. Sogno di studiare Medicina all’estero. E poi tornare»
«Non ci sarà tempo di parlargli, perciò ringrazierò il presidente e farò tesoro di ciò che vorrà dirmi». Però se Emma Maria Ugolini potesse, a Sergio Mattarella direbbe: «studierò all’estero, ma poi conto di tornare in Italia. Il Paese ha bisogno di risollevarsi e sarebbe importante che i giovani si sentissero incentivati a rientrare».La diciottenne di Trevenzuolo, cento e lode alla maturità scientifica al liceo Aleardo Aleardi (in anticipo grazie alla “primina”) e iscritta al primo anno di Medicina in lingua inglese alla Humanitas di Milano, oggi è al Quirinale per ricevere dal presidente della Repubblica la medaglia e l’attestato di «Alfiere del Lavoro», il premio istituito dalla Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro per evidenziare il valore dell’impegno come chiave di successo nella vita. La cerimonia viene trasmessa in diretta Rai.Con lei ci sono altri 25 studenti: i migliori d’Italia, scelti da una rosa di tremila candidati con almeno il 9 alla licenza media, voti mai inferiori all’8 nei primi quattro anni delle superiori e il massimo all’esame di Stato. La media collezionata da Emma Maria, unica premiata del Triveneto, è stata del 10 durante l’intero quadriennio; tanto è bastato perché la preside Maria Grazia Nalin la segnalasse alla Federazione. «A scuola siamo tutti molto orgogliosi», fa sapere la dirigente. Anche perché Ugolini è la terza, tra gli Alfieri veronesi premiati di recente, ad aver frequentato l’Aleardi, dopo Riccardo Turri (nel 2013) e Giacomo Padovani (nel 2015). «Quando è arrivata la comunicazione stavo mettendo in ordine la casa… Sono un po’ fissata», sorride Elena Maria. «Tra la maturità, il lavoro estivo e il resto, avevo quasi dimenticato di aver inoltrato i documenti. È stata un’emozione grandissima». La raggiungiamo al telefono mentre si trova a Roma per una serie di appuntamenti prima del Quirinale. Non nasconde di essere «emozionata di stringere la mano al presidente e onorata di aver ricevuto questo titolo, che è una responsabilità» oltre che un riconoscimento dei sacrifici fatti in questi anni, per lei scanditi anche a suon di certificazioni linguistiche. «Coltivo da sempre la passione per le lingue straniere», specifica. Oltre all’inglese, «amo il tedesco e il cinese», quest’ultimo approfondito in classe e durante un viaggio studio a Pechino con la borsa messa in palio dalla Ca’ Foscari di Venezia e la Capital Normal University. Sogna la specializzazione all’estero, «mi piacerebbe indirizzarmi sulla chirurgia per la cura delle malattie epatiche», dice. In verità «sto cercando di ottenere il trasferimento a Londra già dal prossimo anno accademico, per immergermi nella lingua». Tra le sue passioni c’è la musica, in particolare la batteria. «Suonavo con un gruppo che poi si è sciolto. Ma ho sentito che alcuni medici veronesi hanno fatto una band. Magari in futuro mi vorranno…».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 17

Data: 22/10/2019

Note: Laura Perina