ACCOGLIENZA. In via XX Settembre è nata una nuova realtà

È gestito da tre fratelli. Anna: «Siamo sommersi di prenotazioni. E chiedono perché ce n’è uno solo»
Nella vivace via XX Settembre, al civico 80 a due passi da palazzo Bocca Trezza, Verona ha di nuovo il suo ostello. Anzi, The Hostello. Questo il nome della struttura ricettiva che ha aperto i battenti il 13 aprile, colmando almeno in parte il vuoto lasciato da Villa Francescatti che per oltre quarant’anni, prima della chiusura a dicembre, è stato l’unico ostello della gioventù in città.«Verona è una città d’arte, è legata al mito di Giulietta all’opera lirica. Per cui è facile immaginare un turismo fatto di famiglie e coppie che scelgono l’albergo, il b&b o l’appartamento. Eppure è meta di migliaia di giovani con lo zaino in spalla che cercano un letto economico in un luogo informale, ma confortevole. Lo dimostra il boom delle prenotazioni: ne siamo sommersi fin dal giorno dell’inaugurazione. E tutti chiedono perché in città non esistano altri ostelli».ANNA VESENTINI, 38 anni, ha preso in affitto lo stabile di Veronetta con i suoi fratelli Gianni e Alessandro, e il fidanzato Matteo che gestisce The Hostello insieme a lei. Tre piani ristrutturati e arredati anche con materiale di recupero sullo stile frizzante degli ostelli del nord Europa. Al piano terra ci sono la reception e gli spazi comuni: la zona relax con divani e libreria, la lavanderia, la cucina e un giardino interno molto vissuto la sera. Fra primo e terzo piano sono distribuite le camere: tre miste da quattro, sei e otto posti letto, due solo femminili da quattro e sei posti, una matrimoniale e una doppia. Tutte con bagno privato. Il prezzo medio è 25 euro a notte, compresi prima colazione, cambio biancheria, pulizie e wi-fi.DELLA RISTRUTTURAZIONE s’è occupato Gianni, che è architetto. Anna racconta che la prima scintilla è partita da lui. «Nel 2010 ha girato il mondo dormendo negli ostelli dei cinque continenti e s’è innamorato dell’atmosfera, tanto da immaginare di aprirne uno tutto suo. Ha trovato il posto giusto e ha coinvolto nostro fratello Alessandro e me, che nel frattempo avevo iniziato ad affittare case per turisti, più il mio ragazzo Matteo che ha lavorato in vari ostelli fra Firenze, San Francisco e Dublino». MENTRE chiacchiera, è tutto un via vai di giovani. «Il 90 per cento non ha più di 25 anni e viaggia da solo» spiega. «Tantissime sono ragazze. In generale si tratta di studenti che girano l’Europa, qualcuno addirittura il mondo. È stato qui un francese che non tornava a casa da due anni. Ma abbiamo ospitato pure qualche senior, per esempio un motociclista settantenne dall’isola di Man».In un mese e mezzo, di gente n’è arrivata da ogni angolo del mondo. «Neozelandesi, cinesi, giapponesi, sudafricani… In questo momento ci sono olandesi, tedeschi, australiani, svedesi, finlandesi, canadesi e indiani. Dalla Bielorussia, un ragazzo sordomuto che sta pedalando verso gli Stati Uniti». Un melting pot, come direbbero gli americani, un’amalgama eterogenea. «Il bello è che stringono amicizia nel giro di pochissimi minuti».L’OFFERTA di The Hostello si è ampliata grazie al quartiere. «Veronetta» commenta Anna «oltre a essere vicinissima al centro storico, è in pieno fermento anche per la presenza dell’università e degli studenti. È ricca di locali e realtà culturali che promuovono eventi particolari, con cui stiamo pensando di organizzare iniziative per i nostri ospiti».Che poi è quello che i millenials cercano nell’ostello: un modo di viaggiare diverso, più esperienziale oltre che economico.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 2/06/2018

Note: Laura Perina - foto Marchiori