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Aristide Stefani, a cui è intitolato il piazzale davanti all’ospedale di Borgo Trento, nasce a San Giovanni Ilarione il 15 settembre 1846, figlio di Ferdinando e Luigia Zanchi, proveniente dall’omonima contrada. Come molti dei suoi avi, intraprenderà lo studio della Medicina, una vocazione che ha nel dna.

Un certo Marco Stefani era medico alla corte estense a Ferrara, mentre un suo discendente, Ferdinando, è medico nel XVIII secolo. A sua volta genera Gaetano, che avrà quattro figli tra cui Ferdinando che eserciterà a Mantova. Questo espoendente della famiglia Stefani abbraccerà gli ideali risorgimentali e andrà a far parte degli irredentisti che combattono gli Austriaci. Tra loro c’è anche don Enrico Tazzoli che viene fatto prigioniero. Ferdinando, per non fare la stessa fine, fugge da Mantova e ripara a San Giovanni Ilarione, portando con sè il breviario di don Tazzoli, donatogli dal sacerdote prima di essere fucilato con gli altri m! artiri di Belfiore. È in Val d’Alpone che Ferdinando conosce Luigia. Dal matrimonio nascono Aristide, Elisa, Amilcare e Umberto. Aristide sceglie la strada della Medicina e si iscrive all’università di Padova dove frequenta L’Istituto di Fisiologiua Umana, laureandosi con il professor Filippo Lussana nel 1869. Quindi viene accolto come assistente nello stesso Istituto. Ma nel 1872, per gravi problemi familiari causati dalla morte del padre, è costretto a lasciare Padova e a tornare al paese per aiutare la famiglia, dove esercita come medico generico. Tuttavia, nel 1874, essendo stata riaperta l’università di Ferrara, gli viene affidato l’insegnamento di Fisiologia Umana alla facoltà di Medicina e viene nominato professore incaricato. A Ferrara inizia i suoi studi sul sistema nervoso, in particolare sul cervelletto, sulla fisiologia cardiovascolare, sulla scoperta degli «imponderabili esterni», chiamati poi vitamine. Nel frattempo Aristide sposa la bolognese Anna Ber! ti, da cui avrà Alda ( che sposerà l’allievo del padre Ferdi! nando Soprna, popi primario patologo dell’Ospedale Civile di Verona) e Maria. Divenuto professore ordinario, resta a Ferrara fino al 1889, quando si trasferisce a Padova alla cattedra di Fisiologia Umana, succedendo al suo maestro. Di fede positivista, era però un moderato ammettendo la possibilità di un credo religioso. La casa di San Giovanni Ilarione diventa la residenza estiva della famiglia e qui nascono gli altri figli, Luisa e Ferdinando. Sotto la direzione di Aristide l’Istituto di Fisiologia Umana, che dirigerà fino al 1920, si arricchirà di studenti illustri che poi diventeranno grandi insegnanti e medici. Il professor Stefani morirà il 24 aprile del 1925 a Padova. La profondità del pensiero di Aristide, unita all’importanza delle sue ricerche e delle sue scoperte, ha avuto il riconoscimento dell’Accademia dei Lincei che ha inserito Aristide Stefani nella stretta cerchia degli scienziati, iscrivendolo nel 1917, in pieno conflitto mondiale, come membro att! ivo dell’Accademia. L’Amministrazione comunale, per onorare il prestigio e la sua memoria, ha ritenuto doveroso dedicargli il piazzale antistante l’Ospedale Maggiore, mentre il Comune di San Giovanni Ilarione ha intitolato a suo nome le scuole, ponendo a ricordo nel 1994 un lapide in contrada Zanchi.

 Emma Cerpelloni

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 19/04/2015

Note: CRONACA – Pagina 25