L'esterno di Palazzo Diamanti, in via Enrico Noris, sede dell'Agec

SOCIALE. Sollievo per centinaia di veronesi a rischio. Cauta soddisfazione delle opposizioni

All’inizio erano 350 ma poi la legge è stata modificata alzando a 26mila euro il tetto del reddito su base Isee Introdotta anche una deroga per over 65 e disabili.
Oltre 350 famiglie veronesi, ospitate negli alloggi dell’Agec, rischiavano di essere messe alla porta dalla nuova legge regionale sulle «case popolari», a causa del venir meno dei requisiti necessari. Ma in seguito alle rimostranze degli inquilini, alle manifestazioni di piazza, alle petizioni organizzate dalle opposizioni politiche e allo stesso «pressing» delle aziende per l’edilizia residenziale pubblica, la legge 39/2017 dello scorso 1° luglio è stata significativamente modificata dal Consiglio del Veneto. E ora, si sono ridotti a soli 18 i fascicoli riguardanti i «casi di decadenza» sul tavolo del presidente dell’Agec, Roberto Niccolai. Che precisa: «E in questa elaborazione non si è ancora tenuto conto dei nuclei con persone disabili o non autosufficienti. Anche loro conserveranno il diritto all’alloggio».Ricordiamo: il tetto del reddito Isee-Erp, inizialmente fissato a 20mila euro annui, è stato aumentato rispettivamente a 26mila euro, per i nuovi inquilini, e a 35mila, per chi ha già un contratto di locazione in essere. Inoltre, una speciale deroga protegge le persone con più di 65 anni e le famiglie con una persona disabile o non autosufficiente: non saranno sottoposte ai limiti di Isee.«Finalmente una buona notizia», esclama Niccolai, «abbiamo già avvisato buona parte degli interessati, che hanno espresso subito il loro sollievo». Ma altri «punti oscuri» restano ancora da chiarire. Per esempio, come spiega lo stesso presidente dell’Agec, che oggi riceverà una delegazione degli inquilini, «la revisione degli aumenti praticati sui canoni d’affitto dalla legge regionale. Su questo si deve esprimere la Giunta regionale».Nel frattempo le varie forze d’opposizione, che da quest’estate hanno combattuto a fianco degli affittuari dell’Agec e dell’Ater, esprimono una cauta soddisfazione.Fiorenzo Fasoli, dello sportello sociale di Rifondazione Comunista, commenta: «Prendiamo il risultato come un successo delle mobilitazioni popolari contro la tronfia posizione del governatore Zaia e dell’amministrazione regionale. Ma prima di esultare per lo scampato rischio degli sfratti, vogliamo capire come verranno ricalcolati gli affitti, finora rapportati all’Isee. Continueremo perciò a tenere alta la guardia e a informati gli inquilini».Soddisfatti gli esponenti cittadini del Pd. Federico Benini parla di «risultato importante, che premia le petizioni promosse e le manifestazioni organizzate. Basti pensare che inizialmente la Regione negava fosse necessaria qualsivoglia modifica alla legge».Ed Elisa La Paglia marca l’accento sul «tentativo di fare cassa sulla pelle delle fasce più deboli. Il centrodestra regionale solo a parole non aumenta le tasse, ma poi le risorse per le case popolari vengono prelevate dalle case popolari stesse, con l’aumento dei canoni di affitto. Una tassa prelevata dalle tasche dei più bisognosi. Su questo grave aspetto la maggioranza in Regione non ha fatto retromarcia». Conclude la consigliera regionale del Pd Anna Maria Bigon: «Per capire se sono salve tutte le migliaia di inquilini veneti che fino a qualche settimana fa rischiavano di essere buttati fuori di casa, bisogna attendere i nuovi calcoli ufficiali».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 21

Data: 15/11/2019

Note: Lorenza Costantino