Roberto Fattore, dirigente scolastico del liceo Maffei

IL TEST FINALE. Percorsi tracciati da birilli, confezioni di gel igienizzante e ingressi separati
Da oggi fino ai primi di luglio gli studenti affrontano l’esame In ogni istituto approntate scrupolose misure anti contagio

Scotch e birilli colorati a terra per indirizzare i commissari e i maturandi nelle aule giuste. Segnaletica verticale alle pareti, perché ogni aspetto sia più che chiaro. E ancora: gel disinfettanti e igienizzanti spray ovunque, posti a sedere personalizzati, aule d’attesa per non incrociarsi in corridoio, ingressi separati.Le scuole si sono preparate agli esami di Stato 2020 con una certa ansia per tutte le disposizioni di sicurezza richieste dal ministero dell’Istruzione. «Solo per la predisposizione le aule e i percorsi differenziati abbiamo impiegato una settimana», spiega Roberto Fattore, dirigente scolastico del liceo classico Maffei. L’istituto di via Massalongo ospita cinque commissioni, una ogni due classi, e per ciascuna sono stati individuati vie d’accesso e d’uscita e un colore: rosso, bianco, blu, verde e giallo. Ogni colore conduce in un locale diverso tra quelli che sono stati adibiti ad aule d’esame – aula magna, palestra, sala conferenze e due saloni – e organizzati per accogliere i professori e il candidato assicurando loro la distanza di almeno due metri frontali e laterali. In tutti c’è un un posto in un angolo, senza banco, riservato all’eventuale accompagnatore dello studente. Funziona così anche nel resto delle scuole superiori veronesi, con qualche piccola differenza tra l’una e l’altra. Si alza il sipario sulla maturità che nessuno si aspettava, quella in cui il giorno dell’esame coincide con il giorno in cui gli studenti rimettono piede a scuola per la prima volta dal 21 febbraio, data di inizio delle vacanze di Carnevale e, purtroppo, dell’emergenza Covid 19. Da allora, solo didattica a distanza. Sono più di settemila – 7.061 per la precisione – i maturandi veronesi, un piccolo esercito di studenti che da oggi e fino ai primi di luglio sarà alle prese con una prova tutta orale da sostenere davanti ai propri professori e non a una commissione esterna, come avveniva abitualmente negli anni scorsiPer tutta la durata degli esami a varcare la soglia delle scuole superiori saranno meno di cento persone al giorno tra docenti, studenti e personale Ata, eppure le manovre sono quelle delle grandi occasioni. «A ogni commissione», spiega Roberto Fattore, da oggi nel ruolo di presidente di commissione all’istituto Einaudi di Borgo Roma, «è stato assegnato un collaboratore scolastico che riceve il candidato e il suo accompagnatore all’ingresso, li invita a disinfettarsi le mani con il gel e consegna loro una mascherina chirurgica, qualora ne fossero sprovvisti o avessero con sé solo la mascherina di stoffa. Dopo aver ritirato l’autodichiarazione che attesta le condizioni di salute di entrambi, li conduce in uno spazio d’attesa fuori dall’aula in cui si svolge la prova. Dentro, lo studente ha la sua postazione dotata di computer collegato alla Lim, ma prima di toccare mouse e tastiera deve igienizzarsi di nuovo le mani. Una volta terminato il colloquio, basta seguire le frecce colorate per arrivare all’uscita. Poi igienizzazione e aerazione dei locali prima dell’ingresso dello studente successivo». Sulla base del documento tecnico ministeriale, tutte le scuole hanno stilato un protocollo per lo svolgimento degli esami che è già stato condiviso con studenti e famiglie, perché nessuno, oggi, arrivi a scuola impreparato.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 18

Data: 17/06/2020

Note: Laura Perina