La tomba Pomari realizzata da Mario Salazzari

CULTURA. Iniziativa dell’ente che gestisce il Monumentale. L’architettura del complesso è stata realizzata da Barbieri
Sono iniziate le visite guidate Il direttore generale dell’Agec: «Nuovi pieghevoli, un sito e alcuni libri in uscita a dicembre»
È là dove si commemorano i defunti, in un luogo di silenzio e sepoltura, che la storia di Verona torna a galla e si palesa, tramite le sculture dedicate ai personaggi illustri della città. Un patrimonio da valorizzare e promuovere, quello del cimitero monumentale, anche ai visitatori stranieri, e che d’ora in avanti verrà narrato in una serie di visite guidate promosse dall’amministrazione su impulso dell’Agec e di appassionati esperti.Ieri pomeriggio il primo appuntamento ha richiamato un’ottantina di persone, curiose di saperne di più su aneddoti e testimonianze artistiche racchiuse nella vasta architettura realizzata da Giuseppe Barbieri e utilizzata per le sepolture dall’aprile del 1828. Dieci anni dopo inizia la storia della scultura interna al Monumentale, con la tomba di famiglia degli Emilei, firmata da Francesco Ronzani, allievo dello stesso Barbieri. «Abbiamo già proposto delle visite guidate, ma finora mai in maniera strutturata», evidenzia Giovanni Governo, direttore generale dell’Agec.«Adesso il consiglio di amministrazione ci tiene a rendere il Monumentale un museo aperto, con visite, nuovi pieghevoli, un sito e dei libri già in produzione sulle opere d’arte dell’Ottocento, in uscita dicembre, su quelle del Novecento e forse anche sulle tombe gentilizie al cimitero giardino».L’azienda ha rinnovato la convenzione con l’Accademia delle Belle Arti, già artefice del restauro di alcune tombe di proprietà tra il 2004 e il 2013. «Gli autobus turistici si fermano proprio davanti alla struttura ed è un peccato non promuovere anche questo itinerario alternativo alle solite rotte», conclude Governo, evidenziando che il cimitero monumentale fa parte dei 170 iscritti all’Asce, associazione dei cimiteri più significativi di tutta Europa.L’edificio, del resto, è di grande respiro e, come fa notare l’architetta Maddalena Basso, che ieri ha fatto da cicerone insieme alla storica d’arte Camilla Bertoni, «non sfigura con i grandi esempi italiani ed europei, ed è un luogo significativo della rappresentatività sociale».Un esempio lampante ne è la tomba della famiglia Galtarossa, realizzata in un primo momento nella zona a terra e nel giro di qualche anno elevata fisicamente sul gradino superiore, di pari passo con la fortuna dell’acciaieria.Il monumento a Callisto Zorzi, capolavoro di Ugo Zannoni, che aveva esordito con la statua di Dante in città, raffigura l’imprenditore nato dal nulla tra i suoi strumenti di lavoro, e attorniato di bambini e poveretti verso cui pareva andasse la sua generosità, anche se quella moneta che stringe tra le dita e non cade mai, simboleggia tra le righe una certa avarizia mormorata tra la gente.Indubbia è invece la generosità di Camuzzoni, noto, ancor prima della sua investitura a sindaco, per l’amore mostrato verso la città, e ci si perde tra poeti e personaggi illustri, fino alla cappella Carlini del 1989, a firma di Pino Castagna. «Già con le avanguardie la scultura ha iniziato a essere considerata una forma di espressione superata», fa notare Bertoni, evidenziando che l’architetto Rinaldo Olivieri, ideatore della stella dell’Arena e ultimo ingegno claris sarà ricordato con una semplice targa. Le visite saranno ripetute sabato prossimo, alle 15.30, con a seguire un concerto dei Virtuosi Italiani nella chiesa del Redentore, e venerdì 26 ottobre alle 14.30.

Tratto da: L'Arena - cultura- pag. 12

Data: 15/10/2018

Note: Chiara Bazzanella