L’EMERGENZA. Il tavolo tecnico che ha visto riuniti i sindaci della provincia ha deciso una nuova strategia per contrastare l’inquinamento. In accordo con le altre Regioni.
Provvedimenti sempre più restrittivi a mano a mano che crescono le polveri. Fino ai blocchi parziali. Si parte tra dieci giorni

Nella lotta allo smog, ora, si fa sul serio. Il tavolo tecnico zonale che si è riunito ieri in Provincia con la rappresentanza dei comuni del veronese ha redatto una bozza di ordinanza sulle misure per contrastare l’inquinamento dell’aria, che ciascun comune dovrà poi ratificare. E si tratta di norme sempre più severe, a mano a mano che saliranno le concentrazioni di Pm10 e inquinanti fino a blocchi parziali del traffico.Un nuovo piano che, partendo dalle linee guida dettate dalla Regione e condivise con il Ministero della Salute e le altre regioni dell’area padana, dall’Emilia al Piemonte, dovrebbero entrare in vigore già dalla metà di ottobre. visto che ormai nei mesi invernali l’emergenza aria si verifica piuttosto spesso.Dal 15 ottobre al 15 aprile, le misure temporanee e omogenee si attiveranno in funzione del livello di allerta raggiunto. Tre i gradi previsti: verde (Pm sotto i limiti); arancio, dopo 4 giorni consecutivi di superamento; rosso, dopo 10 giorni consecutivi di sforamento. E se alcune restrizioni (stop agli euro 0 e 1) rimangono in vigore anche con il verde, è con il rosso che scattano i limiti maggiori.Quali nel dettaglio lo deciderà ciascun Comune nella propria ordinanza. Ma la linea condivisa ieri prevede, in caso di allarme rosso, un blocco totale (8.30 – 12.30 e 15 -18) di almeno dieci giorni consecutivi, esclusi fine settimana e festivi, per tutti i mezzi euro 3.«Stiamo lavorando non solo per l’emergenza ma per creare un sistema sostenibile sul medio e lungo periodo, fino al 2025», ha spiegato il delegato per l’ambiente della Provincia Mario Faccioli.Nel comune capoluogo, la questione dovrebbe essere discussa in giunta lunedì. «Si tratta di linee guida calate dall’alto, dalla Regione, ma sicuramente condivisibili», spiega l’assessore all’Ambiente Ilaria Segala. «Da tempo siamo sotto sanzione europea per questi accumuli di polveri sottili. È necessario però anche rivedere la mobilità e soprattutto studiarne la sostenibilità. Inoltre, sensibilizzare i cittadini sulle alternative all’auto», aggiunge Segala.Questa mattina, intanto, è stata convocata da Faccioli una riunione in Camera di Commercio con le associazioni di categoria per iniziare a informare e a condividere con i lavoratori quelli che saranno gli interventi e le limitazioni sia a breve che a medio e lungo termine. Le preoccupazioni maggiori, infatti, riguardano proprio i mezzi commerciali. «Ci sono ancora troppi mezzi euro 2 che circolano e addirittura in vendita. Dobbiamo fare informazioni: misure dure e rigorose sono necessarie ma è altrettanto importante garantire a tutti la possibilità di lavorare», spiega Faccioli.Notizie positive arrivano invece dall’Arpav per quel che riguarda le tracce di radioattività registrate nell’aria anche nel veronese tra il 2 e il 3 ottobre quando era emersa una leggera contaminazione da Rutenio 106 nel Nordest. Le ultime rilevazioni mostrano una diminuzione certa delle tracce radioattive.«Si trattava comunque di concentrazioni circa mille volte minori rispetto alla soglia di allarme per valori che potrebbero rappresentare un pericolo per la salute», precisa Flavio Trotti, responsabile dell’Osservatorio. «È presto però per capire se la flessione significhi che la contaminazione è passata. Indaghiamo ancora».

Ilaria Noro

Data: 6/10/2017

Note: Ilaia Noro