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GLI ESPERTI. Il Cossma monitorizza costantemente l´andamento dei due eventi che si sono manifestati ieri.

Luciana Zuccaro: «La gente non può credere a certe fantasie senza senso». Nel pomeriggio registrate repliche di poco superiori a 2 gradi. Reggio Emilia zona sismica.

 

«L´allarme di ieri mattina è ingiustificato»: parola di Luciana Zuccaro, presidente di Cossma (Centro osservatorio studio sismico meteoambientale), che segue in diretta – dalla scorsa notte – i movimenti registrati dal sismografo allocato in Borgo Roma.
IMPREVEDIBILI. «Come anche i bambini dovrebbero sapere», attacca l´esperta, giustamente contrariata per quanto si è verificato ieri mattina in città e provincia, «le scosse telluriche sono eventi assolutamente imprevedibili. Allarmare la popolazione, sostenere che di lì a poco ci sarebbe stata una scossa forte, addirittura di 7 gradi, è pura follia. Sorprende, dopo la recente tragedia dell´Aquila, constatare che la gente non ha ancora ben chiaro questo fondamentale concetto».
DUE EVENTI. Dalle chiacchiere (che purtroppo fanno talvolta più danni della realtà) alla pura cronaca. «Siamo in presenza di due distinti eventi tellurici», spiega Zuccaro, «che no! n hanno alcun elemento in comune. Per casualità si sono verificati a distanza così ravvicinata l´uno dall´altro e l´unico elemento in comune è stato il movimento sussultorio delle onde sismiche. Il primo evento sismico riguarda le Prealpi venete, la Lessinia in particolare: il picco si è avuto alle 0.55, con una scossa di magnitudo 4.2 Richter. Nel corso della giornata sono state registrate delle repliche, di minore intensità: 2.1 e 2.3, tali da essere difficilmente percepite dalla popolazione, anche perchè l´epicentro è stato a oltre 27 km di profondità».
Di altra natura, invece, la scossa che ci ha fatto sobbalzare ieri mattina alle 9.02, scossa di magnitudo 4.5: «La zona colpita è nella provincia di Reggio Emilia, zona notoriamente sismica. Ricordiamo, in proposito, l´evento del 15 ottobre 1996, quando venne registrata una scossa di magnitudo 5.1. Due terremoti diversi, ma comunque da tenere sotto controllo».
ZONA SISMI! CA. Che il Veronese sia zona sismica, d´altra parte, non! è una novità. Citiamo – in proposito – un interessante lavoro (pubblicato su internet) svolto dagli studenti della classe 3BV-I.T.I.S ."G.Marconi" Verona (distaccamento di Villafranca) nell´anno scolastico 1997-98. Scrivono gli studenti: «Nella provincia di Verona si possono distinguere geologicamente tre zone tra loro differenti: una corrisponde ai gruppi montuosi del Monte Baldo e del Monte Pastello, una caratterizzata dal complesso tabulare dei Monti Lessini e la zona dell´anfiteatro morenico del Garda, più parte della pianura; le prime due si differenziano tra loro per il diverso stile tettonico. L´area sembra essere stata interessata dai fenomeni sismici più violenti in epoca romana e medioevale, mentre presenta una sismicità relativamente bassa nel periodo in cui i vari dati dei terremoti vengono oggettivamente registrati da strumenti. Prendendo in esame i terremoti del periodo storico possiamo dire che hanno interessato specialmente le region! i circostanti il lago di Garda e la fascia pedemontana ad est del lago stesso. Si vede inoltre un´evidente concentrazione di attività sismica nella zona del monte Baldo, di Verona e di Vicenza con terremoti che possono raggiungere anche il IX° grado della scala Mercalli».
IL LAGO DI GARDA. La localizzazione dei sismi storici di questa parte della regione alpina è stata senz´altro influenzata dalla presenza delle città venete e da alcuni centri abitati presso il lago di Garda, che godettero importanza anche nei secoli passati. Per quanto riguarda gli eventi più forti bisogna dire che sono stati ristudiati in dettaglio, ma la loro locazione risulta molto approssimata, essendosi manifestati con valori di intensità anche superiori al X° grado della scala Mercalli ed avendo perciò interessato aree vastissime. Il sisma del 21 luglio 365 d.C. di intensità stimata intorno all´XI° grado della scala Mercalli, provocò gravissime distruzioni a Bellun! o, Padova e Verona; pare addirittura che il fiume Piave abbia cambiato ! il suo percorso. Un altro terribile terremoto colpì praticamente tutta l´Italia settentrionale il 3 gennaio 1117 provocando distruzioni da Piacenza a Cividale e persino in Svizzera. Ricordiamo ancora i terremoti che nell´ultimo decennio del 1800 colpirono la zona pedemontana tra Verona e Vicenza con intensità dell´VIII° grado della scala Mercalli. I terremoti del secolo in corso hanno interessato principalmente la regione ad ovest del Lago di Garda. Un´analisi critica dei dati finora esposti porta a considerare sicuramente attiva la zona circostante il lago di Garda e la regione pedemontana».

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 26/01/2012

Note: CRONACA – Pagina 12