Il traffico privato è responsabile del 50 per cento delle Pm10

ARIA CATTIVA. Le Pm10 sono da giorni oltre la soglia di 50 microgrammi. Domani la decisione
Segala: «Resta difficile controllare le emissioni dai riscaldamenti» Martinelli: «Politiche poco efficaci»
Non tira aria buona. Incombe il livello di allerta «arancione», intermedio tra il «verde» e il «rosso» (la vera emergenza), per l’accumulo di polveri sottili. Se anche per la giornata di ieri verrà confermato dall’Arpav il superamento della soglia di 50 microgrammi di Pm10 per metro cubo, da martedì scatterà il divieto di circolazione per i mezzi privati alimentati a gasolio di classe «euro 4». Scelta inevitabile, fissata dalla normativa.Verona, nonostante conti già diverse giornate oltre la soglia, era riuscita finora ad evitare il blocco più stringente alla circolazione. Colpa o merito della legge, che fissa in quattro il limite consecutivo di giornate oltre la soglia. Isola momentaneamente «verde» mentre San Bonifacio e la vicina Vicenza facevano già i conti con il «rosso». «Si ripropone una situazione purtroppo nota, per noi come per tutta la pianura Padana, penalizzata dalla condizione orografica», commenta Ilaria Segala, assessore all’Ambiente. Il resto lo aggiunge una stagione invernale che, da anni, alterna fasi perturbate a lunghi periodi di alta pressione. La condizione migliore per favorire l’accumulo di aria fredda e inquinata negli strati più bassi. «In termini di Pm10 le auto incidono per circa la metà, le combustioni per il riscaldamento completano la miscela: ed è quest’ultimo il fattore più difficile da controllare, proprio perché “privato”. Certo, sono state e vengono irrogate sanzioni per casi macroscopici di roghi o dispersioni evidenti», aggiunge Segala. Ma fare rispettare capillarmente la regola dei «19 gradi con scarto di più o meno due» appare un’impresa oltre le forze di qualsiasi amministrazione pubblica.«Siamo alle solite. La Regione è assente e soltanto i Comuni veneti, d’intesa, hanno elaborato una linea d’azione sull’inquinamento da polveri sottili. Purtroppo, nei fatti, inefficace», commenta Chiara Martinelli, presidente di Legambiente Verona. «Misure scarse, dall’efficacia limitata da una serie di deroghe per le festività e soprattutto mai prese seriamente». «Certo non è tutta colpa dei “picchi” per i roghi della Befana», incalza, «ma la ricorrente emergenza richiede misure strutturali, ben prima dell’approvazione del piano urbano per la mobilità sostenibile (Pums, ndr) o dell’arrivo della filovia…».Alta pressione, polveri sottili quasi costantemente oltre il livello di guardia e previsioni meteo per nulla incoraggianti. Nessuna facile soluzione. Segala replica l’invito al «senso civico» come «somma di gesti». Nella gestione del riscaldamento, nella scelta di usare il mezzo pubblico al posto dell’auto. «La campagna sui negozi “a porte chiuse”, per cui si sta scegliendo un “logo” identificativo, può apparire di peso minore ma lo spreco e le emissioni di impianti tenuti costantemente al massimo non lo sono». La riduzione delle polveri sottili, a dispetto del meteo avverso, passa da un’addizione di abitudini.«Il programma Electrify Verona, con l’installazione di nuove colonne di ricarica per auto elettriche è un passo avanti», osserva l’assessore. «I monopattini? Sono equiparati alle biciclette e il loro impiego aumenta. Serve educazione, certo, da parte di chi li usa e considerazione dal fronte degli automobilisti: ma sottraggono traffico sul breve e corto raggio». L’allerta «arancione» è in vista. Ma anche tolti i diesel più «anziani» il problema rimane.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 11

Data: 12/01/2020

Note: Paolo Mozzo