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ANZIANI NEL MIRINO. Due episodi in pochi giorni, utilizzando la stessa tecnica. Il presidente dell’azienda mette in guarda le possibili vittime.
Il finto addetto è in tuta e richiede pagamento in contanti per l’intervento «Non aprite mai la porta».

 

Tuta da lavoro arancione, con tanto di strisce bianche catarifrangenti, e caschetto giallo antinfortunistica ben calcato sulla testa. 
È vestito così che un uomo ha bussato negli ultimi giorni alle porte di alcune case in città truffandone gli inquilini. Affermando di essere un operaio dell’Agsm, infatti, l’uomo, secondo il racconto dei testimoni molto probabilmente italiano, chiedeva denaro in cambio del controllo del contatore. Un copione noto da tempo, ma che comunque miete ancora vittime, soprattutto tra gli anziani.
Negli ultimi giorni è accaduto almeno due volte e in entrambi i casi è stata fatta denuncia alle forze dell’ordine. La prima in Borgo Milano, la seconda a distanza di pochi giorni, in Borgo Venezia. Stessa dinamica, stesso modus operandi, quasi sicuramente lo stesso truffatore.
Accade tutto in pochi minuti. L’operaio fa finta di eseguire un controllo o alcune facili operazioni di manutenzione su contatori e i! mpianti e chiede di essere pagato. Una somma tra l’altro non trascurabile: 400 euro. La signora, è questa la cronaca del primo episodio, ne ha in casa solo 350. E li consegna tutti nelle mani del sedicente tecnico Agsm, che avvisa l’anziana signora che avrebbe addebitato il denaro mancante sulle prossime bollette.
Una truffa esemplare che, nei mesi scorsi e pur con dei tratti distintivi, ha visto come possibile vittima addirittura il presidente dell’Agsm Paolo Paternoster. Più precisamente, una sua stretta parente che, al momento di pagare, ha però chiamato direttamente il congiunto per cui le persone che aveva di fronte sostenevano di lavorare. «Quando mia suocera mi ha chiamato al telefono per avere conferma che si trattasse di un’operazione lecita mi sono precipitato a casa sua e ho chiesto a questi tizi che si qualificassero. Inutile aggiungere che si sono dileguati in pochi secondi», racconta Paternoster.
L’appello dell’azienda è dunque quello di non fa! rsi ingannare. «I nostri tecnici non entrano nelle case e tan! tomeno effettuano interventi a domicilio. Dettagli ancora più importanti, non chiedono soldi e non sono autorizzati ad incassare nemmeno un euro», aggiunge il presidente. «Purtroppo, queste persone sfruttano il buon nome e l’affidabilità dell’Agsm per truffare e nel mirino finiscono soprattutto gli anziani. Il mio consiglio è non aprire la porta e, se le richieste diventano pressanti, non esitare ad allertare le forze dell’ordine».
I giorni più gettonati per compiere simili tentativi di truffa sono proprio questi, successivi alla metà del mese. Dal 10, infatti, molti anziani ritirano la pensione ed hanno a disposizione in casa contanti che si alleggeriscono man mano che i giorni passano, consumati da bollette e spese odinarie.I.N. 

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 20/12/2013

Note: CRONACA – Pagina 9