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L´ITINERARIO. In via Montanari si trova la chiesa degli Stimmatini intitolata allo sposalizio della Vergine. La torre fu edificata in due riprese, nel 1622 e nel 1832.

Durante la guerra i bronzi furono trasferiti ai Filippini. Il piccolo fu centrato da tre proiettili che però risparmiarono le figure dei santi.

 

La chiesa delle Stimate (o Stimmate a seconda che si privilegi la denominazione della congregazione o quella locale sempre avara con le doppie) è uno di quei luoghi che in città non si notano molto, collocata com´è su una strada molto trafficata, che è via Montanari, e dalla facciata molto sobria. La chiesa presenta un´architettura piuttosto spoglia e compassata, in obbedienza ai voti di estrema sobrietà cui si ispirano i monaci. La facciata è stata rifatta nei primi decenni dell´Ottocento e recentemente restaurata. Anche questo è un luogo carico di storia, come il suo campanile, dove ci accompagnano padre Livio Guerra, sacerdote stimmatino ed economo della sua comunità religiosa, Matteo Padovani e Bruno Manara della Scuola campanaria veronese, e Mario Patuzzo autore di libri sulla storia di Verona.
ENTRIAMO in chiesa e raggiungiamo la base del campanile dove si trova la camera di suono, con le corde che servono pe! r suonare le campane ( qui il sistema è solo manuale), alle cui pareti fanno bella mostra sei vecchissimi battagli e qualche altro elemento tecnico dell´apparato campanario. Da qui, salendo per 82 scalini di pietra ci portiamo verso la cella campanaria circondata da quattro balaustre in stile neoclassico decorate con colonnine.
IL CAMPANILE, alto una trentina di metri, venne costruito tra il 1828 e il 1832. La prima parte, in pietra, sorse nel 1622 mentre la seconda, in mattoni, risale all´800, quando venne rialzata tutta la chiesa. Inizialmente c´erano cinque campane fuse dal Partilora ma, essendo troppo simili come tono a quelle vicine della Santa Trinità, vennero sostituite con altre sei più piccole, le attuali. Dal punto di vista sonoro sono fra le migliori della diocesi e nelle decorazioni sono presenti immortalate scene della fusione. Il lavoro venne seguito personalmente da Gaspare Bertoni, il fondatore della congregazione degli Stimmatini, ! amico di famiglia della fonderia Partilora. Nel 1833 già vi e! ra una squadra campanaria il cui maestro Modesto Cainèr ha lasciato importanti memorie e descrizioni delle suonate dell´epoca.
DURANTE la seconda guerra mondiale le campane vennero tirate giù per sottrarle alle requisizioni e vennero portare nel campanile della chiesa dei Filippini, da cui sarebbero rientare a conflitto finito. Durante questa trasferta, però, il campanile dei Filippini venne mitragliato da un aereo e la più piccola delle campane venne colpita da tre proiettili. Incredibile ma vero, i buchi, ancora oggi visibili, risparmiarono le immagini dei santi che decoravano il piccolo bronzo.
IL CONCERTO delle Stimate conserva intatti i contrappesi e le ruote originali in legno, unici, insieme a San Nazaro, ad essere ancora efficienti. La grossa delle sei campane pesa 480 chili e ha un diametro di 94 centimetri. Un´altra campana donata a don Gaspare Bertoni per il nuovo campanile da don Galvani, nel 1821, viene conservata in una sala accanto a! lla chiesa. Sul bronzo si nota una decorazione raffigurante San Francesco che riceve le stimmate. Nella sala vicina si può visitare un piccolo museo d´arte sacra.
LA VISTA che si gode dalla cella campanaria degli Stimmatini spazia sul complesso dell´istituto religioso e della sua scuola e si allunga fino alla torre dei Lamberti. Dall´altra parte offre una panoramica sulle colline dove si notano i complessi religiosi delle comunità del Don Calabria e dei Comboniani.25 – continua

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 24/02/2013

Note: CRONACA – Pagina 21