IL PARADOSSO. Clima impazzito e forte inquinamento: aumentano gli accessi negli ospedali.
Le concentrazioni di pollini sono raddoppiate, la siccità fa il resto
Il medico: «Per asma e riniti anche l’autunno ora è una sofferenza».
Concentrazioni raddoppiate e sintomi che si manifestano non più qualche settimana l’anno ma persistono, talvolta anche in modo più grave, per mesi e fino ad autunno inoltrato.Per chi soffre di allergie a pollini, graminacee e muffe presenti nell’aria, i tempi sono davvero duri. Negli ultimi anni, infatti, le concentrazioni di queste sostanze sono aumentate anche del doppio.Inoltre, il clima impazzito ha portato ad un prolungamento dei mesi a rischio passando da un’esposizione tipicamente primaverile e in parte estiva ad un’esposizione prolungata anche in pieno autunno. E questo mese di novembre non fa eccezione.A complicare il quadro di chi soffre di asma o riniti allergiche – la stima nel veronese è di ben uno su quattro – è la pessima qualità dell’aria che infiamma e irrita il sistema respiratorio finendo per sensibilizzare agli allergeni anche soggetti che in passato non lo erano e ad acuire i sintomi di chi già soffre di allergie a queste sostanze. Tanto che, a sorpresa e dispetto delle aspettative, è stato dimostrato che un allergico sta meglio in aperta campagna che in piena città.Si tratta, inoltre, di una patologia che colpisce perlopiù in età pediatrica e giovanile ma che non è rara negli adulti e persino in terza età. Se per gli adulti i rischi maggiori arrivano da pollini e graminacee, per i più piccoli una minaccia è rappresentata anche dall’Alternaria; una muffa presente all’esterno e che si trova nell’aria anche nei mesi autunnali, dopo settembre. «Grazie al monitoraggio puntuale dell’Arpav su pollini e graminacee nell’aria, abbiamo importanti dati a disposizione. Le concentrazioni sono aumentate in modo netto anche a causa dell’inquinamento che agisce indirettamente sulle piante e sulla produzione di pollini», spiega Gianenrico Senna, responsabile del Centro Allergologico dell’Azienda ospedaliera. Sono inoltre aumentati gli accessi al pronto soccorso per episodi di asma di origine allergica, che seppur raramente può avere esito fatale. «In una ricerca recente effettuata negli ospedali di Verona e Padova abbiamo registrato questo aumento di accessi, con esiti anche gravi, soprattutto nei mesi estivi quando le concentrazioni di pollini sono più elevate».Come correre ai ripari, dunque? I consigli degli esperti sono chiari e precisi e partono dal presupposto che le “armi” che la medicina ha per combattere queste forme allergiche sono molte, efficaci e sicure. «Abbiamo a disposizione una serie di terapie e dei vaccini molto efficaci, con farmaci sublinguali da poter prendere anche a domicilio, che riducono la soglia di sensibilità rendendo pollini e graminacee decisamente più sopportabili. In questi primi due anni di utilizzo abbiamo avuto ottimi risultati», elenca Senna. Fondamentale, quindi, è affrontare la questione nella sua complessità evitando i rimedi dell’ultimo minuto o, peggio, “fai da te” ma optando per test allergici mirati per sapere esattamente a quale sostanza è dovuta la reazione, prevedere i periodi in cui si manifesta e giocare d’anticipo con la terapia più idonea. «I farmaci prescritti vanno presi con continuità anche per mesi. Fortunatamente si tratta di principi sicuri, utilizzati anche durante la gravidanza e che possono dunque essere assunti per più tempo in tutta tranquillità», rassicura Senna che elenca tra le cause di una scarsa efficacia della terapia proprio la mancata costanza di molti pazienti nell’assumerla. I.N.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 5/11/2017

Note: I.N.