LA CITTÀ CHE CAMBIA.
C’è un altro progetto per la zona vicino Porta Trento che ora è in disuso.Tra le varie proposte si pensava anche ad un info-point per turisti.
Tre architetti propongono una caffetteria e la riqualificazione dell’area
Borgo Trento, c’è un altro progetto per l’ex distributore di benzina di via Mameli. Nel nuovo disegno compare uno chalet che ricorda una piccola stazione, l’evocazione della ferrovia Verona-Caprino che qui aveva il suo capolinea. A proporre una nuova soluzione con disegni e plastico di come potrebbe essere trasformata l’area di servizio è l’architetto artista Gabriello Anselmi con gli architetti Luigi Bello e Matilde Righetti.Lo spazio vicino a Porta Trento è di proprietà del Comune e da anni riversa nel degrado e nell’abbandono. L’ex stazione di servizio è balzata alle cronache per alcune idee di riqualificazione e, in particolare, due progetti: uno con l’intenzione di creare un punto informazioni turistiche con ristoro e fermata per i bus, l’altro che propone uno chalet con caffetteria e un plateatico verso i giardini Lombroso. Di quest’ultimo, ora ci sono anche alcuni disegni ed un plastico.Il progetto di riqualificazione interviene sul parco Lombroso con la chiusura dello svincolo che porta a San Giorgio e propone di creare una rotatoria eliminando il semaforo. «È una saldatura importante», commenta Anselmi, «non solo per il recupero di spazi verdi, ma per un senso di unità concettuale, di ricostruzione tra il quartiere Liberty, il giardinetto Lombroso, il Ponte Garibaldi e l’evocazione della Stazione Verona-Caprino. Se vogliamo ricondurre la città a ruolo di grande testimone del nostro passato, vero museo vivente della nostra storia, ridando al cittadino quel senso di appartenenza che quotidianamente viene eroso da una vita sempre più frenetica e ricca di inutili stimoli, questa può essere una delle tante preziose opportunità».Il richiamo è anche al vicino Ponte Garibaldi e il riferimento è alla proposta avanzata da alcuni cittadini di riportarlo al suo aspetto originario con la ricostruzione dei gruppi marmorei dello scultore Ruperto Banterle andati perduti nel 1945. Secondo Anselmi, il progetto di Ponte Garibaldi «va di pari passo con quello dell’ex distributore di benzina». Sono due casi, afferma, «uniti da un unico “racconto”, anzi da un disegno che vede ricucire con il passato un importante stralcio della città. Senza una base culturale il progetto è solo vanità e, in quanto tale, non potrà mai costruire un’antitesi all’appiattimento generale imposto da una globalizzazione sempre più dilagante».Lo chalet proposto con la riqualificazione dell’ex area di servizio mira ad essere una struttura di buon livello con al suo interno una caffetteria-museo dal chiaro riferimento ad una sala d’attesa di una stazione ferroviaria. L’area espositiva recupera foto e testimonianze della vecchia stazione e qualche reperto. Ma, il progetto esamina anche la viabilità della zona.Si crea una rotatoria, spiega l’architetto Bello, «dove ora c’è l’impianto semaforico e si re-distribuiscono gli attuali stalli auto che trovano un nuovo disegno su via Nievo nel tratto finale a scendere tra le piante. Abbiamo posto una particolare attenzione al verde che è arricchito con siepi ed alberi, ampliandolo».Il progetto elimina due strade: la via a salire su via Ippolito Nievo con provenienza da San Giorgio e la svolta a destra che costeggia i giardini Lombroso sul retro dell’ex area di servizio. Quest’ultima diventa un amplio plateatico su terra battuta o altro materiale.o

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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA -cronaca pag. 17

Data: 8/07/2016

Note: o