Il rifacimento dell'argine del torrente FOTO MARCHIOR

PARONA. Il cantiere nel tratto tra via Monte Baldo e lungadige Attiraglio è affidato, con procedura d’urgenza, al Genio
In alcuni punti è stata costruita ex novo. L’intervento, finanziato dalla Regione, ha un costo complessivo di centomila euro
CHIARA BAZZANELLA
Muro di protezione, alzato e rinforzato, per il torrente Avesa che si riversa nell’Adige a pochi metri dall’ospedale di Borgo Trento. Il tratto, da cui era tracimata l’acqua durante il violento nubifragio di poco più di un mese fa, è ora contenuto in un muro in cemento armato alto circa un metro e venti, con tratti variabili a seconda della pendenza, e lungo circa 150 metri.LAVORI. L’intervento, etichettato di «somma urgenza», come si legge nel cartellone posizionato al fianco del cantiere, è finanziato dalla Regione Veneto, che, da una ventina di giorni, lo sta eseguendo tramite il Genio Civile di Verona, con un importo di 100 mila euro più Iva. I lavori sono ormai in stato avanzato e si concluderanno nel giro di un’altra ventina di giorni.Di certo una buona notizie per chi abita tra via Monte Baldo e il lungadige Attiraglio, nei dintorni del pronto soccorso che, sabato primo settembre, si è ritrovato inondato fino a dentro le proprie case.POTENZIAMENTO. «La barriera di protezione è stata rinforzata e rialzata dove era già presente, ed eseguita ex novo nei punti, verso il lungadige, in cui mancava del tutto e c’erano solo dei pilotti distanziati gli uni dagli altri con un corrimano in mezzo», spiega l’ingegnere Marco Dorigo, responsabile del procedimento per il Genio civile. «Siamo intervenuti sulla sponda sinistra, guardando l’Adige, visto che sul lato opposto il muro esistente è già sufficientemente alto e non ci sono state fuoriuscite di acqua».I DANNI. Il tratto che da Verona porta verso Parona è uno di quelli colpiti nella seconda circoscrizione, il territorio messo a dura prova dalla bomba d’acqua di settembre, insieme alle zone dell’ottava nell’est veronese.La piena dei progni di Quinzano e di Avesa, del Lorì e di una sorgente in via del Monastero, che ha portato detriti e fango fino nella piazza centrale di Parona, hanno creato parecchi disagi e problematiche con scantinati e abitazioni allagati e auto finite letteralmente sott’acqua. Una delle richieste del parlamentino, oltre alla pulizia delle caditoie e dei tombini, era proprio che il Genio si occupasse della manutenzione dei torrenti.Fa presente Dorigo: «Si tratta dell’unico intervento predisposto in urgenza dopo il nubifragio. Altri che inizieranno nei prossimi giorni erano già tutti programmati e in calendario». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tratto da: arena giornale di verona

Data: 10/10/2018