INCONTRI. Sabato 16 settembre alla Gran Guardia convegno aperto alla cittadinanza con esperti e associazioni. Malattia che colpisce le famiglie
L’assessore ai Servizi sociali Bertacco: «Saranno presentati
i progetti e le esperienze attuate »

Superare lo stigma della malattia di Alzheimer, far uscire le famiglie dall’isolamento e dalla paura e dare loro sostegno nella gestione della vita quotidiana degli ammalati. Ma soprattutto invitare tutta la popolazione a capire l’Alzheimer e le sue conseguenze sociali, una malattia «democratica» che può colpire chiunque e che risulta in aumento, insieme al ventaglio delle demenze senili.Con questo spirito si svolgerà sabato 16 settembre, dalle 9 alle 13, nella sala Convegni della Gran Guardia, in occasione della XXIV Giornata Mondiale della malattia di Alzheimer, l’incontro-dibattito «La famiglia: vittima o risorsa? Esperienza e progetti d’aiuto». All’incontro è prevista la presenza dell’assessore regionale ai Servizi sociali Manuela Lanzarin. Interverranno Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione italiana di psicogeriatria, Maria Carla Midena della Direzione Servizi sociali della Regione Veneto con il collega dell’Ulss 9 Raffaele Grottola, Salvatore Rao della Bottega del Possibile di Torino, e gli esponenti delle associazioni di volontariato.L’iniziativa, promossa dal Comune in collaborazione con l’Ulss 9 Scaligera e le associazioni Alzheimer Italia Verona, Familiari Malati di Alzheimer, ABC Demenza e Alzheimer senza Paura e Associazione solidarietà anziani e pensionati (Asap), è stata presentata in sala Arazzi dall’assessore ai Servizi sociali Stefano Bertacco, con il direttore dei Servizi socio-sanitari dell’Ulss 9 Scaligera Raffaele Grottola e i rappresentanti delle associazioni coinvolte: Maria Grazia Ferrari (Alzheimer Italia Verona), Giuseppe Gambina (Familiari Malati di Alzheimer), Giorgio Facci (ABC Demenza e Alzheimer senza Paura) e Michele Orlando per Asap.L’Alzheimer, spiega l’assessore Bertacco, «è una malattia che colpisce non solo la persona ma tutta la sua famiglia. Negli anni, grazie alla sinergia con le associazioni di volontariato, si è cercato di rendere meno faticoso per le famiglie affrontare le difficoltà che questa malattia porta con sé. Al convegno saranno presentati i progetti e le esperienze attuate per aiutare chi si trova in questa situazione. Un sostegno che è anche al centro del dibattito del Parlamento con la proposta di legge finalizzata a riconoscere e sostenere la figura del “caregiver”, la persona che per occuparsi del familiare malato è costretta a lasciare il lavoro».Solo nella nostra provincia sono circa seimila le famiglie alle prese con un congiunto malato d’Alzheimer. E oggi il sostegno più efficace per una patologia per la quale non esistono terapie farmacologiche, sono i centri diurni. «Negli anni ne abbiamo aperti 14, tutti grazie ai volontari», ha ricordato Maria Grazia Ferrari indicando la necessità di «un’alleanza terapeutica tra famiglie, Sanità pubblica e istituzioni», mentre la più giovane Asap ne ha realizzati due, a Verona e a Vago. Il dottor Gambina, neurologo, fa presente che «senza una famiglia preparata e sostenuta da una rete di aiuti non c’è cura per i malati».

 

Elena Cardinali

Tratto da: arena-cronaca - pag.19

Data: 8/09/2017

Note: Elena Cardinali