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LA PRESENTAZIONE. L´esposizione al Palazzo della Ragione sarà inaugurata il giorno dopo la «prima» del Don Giovanni .

Il sovrintendente Girondini: «Sarà il primo in Italia e vi collaborerà l´Archivio Ricordi» E sul minacciato sciopero: «A Firenze si licenzia, qui no. Le polemiche non servono».

 

Si chiama «Amo», acronimo di Arena Museo Opera e, giura il sovrintendente Francesco Girondini, sarà il primo museo al mondo interamente dedicato alla lirica. Verrà inaugurato a Palazzo Forti il 23 giugno, il giorno dopo la prima del Don Giovanni di Mozart, al suo debutto assoluto in Arena. «L´Italia», sottolinea Girondini, «è la patria del bel canto, eppure non esiste ancora un museo dedicato all´opera, vi collabora l´Archivio storico Ricordi, che possiede le partiture originali dei più grandi compositori».
Il museo sarà completato nel 2013, per i festeggiamenti del centenario della lirica in Arena. «L´obiettivo», aggiunge Girondini, «è contribuire alla valorizzazione e alla divulgazione della cultura operistica attraverso l´esposizione di documenti originali e percorsi multimediali». Gli spazi espositivi, suddivisi in 15 sale, racconteranno lo sviluppo creativo di un´opera, dalla partitu! ra alla rappresentazione. Unica pecca: il sito internet del museo, pubblicizzato in migliaia di opuscoli, a pochi giorni dall´apertura è ancora vuoto.
Protagonista della presentazione del 90° Festival lirico è però un pirotecnico Franco Zeffirelli, regista del Don Giovanni. Il sindaco Flavio Tosi, presidente della Fondazione Arena e il sovrintendente lo ringraziano «per aver accettato la scommessa». Filo conduttore delle 50 serate del Festival 2012, aggiunge Girondini, «è l´amore nelle sue molteplici interpretazioni». Ci pensa lo stesso Zeffirelli, poi, a fornire la sua chiave interpretativa: «È straordinario come Mozart abbia messo in scena la potenza della sessualità. L´allestimento sarà un inno all´amore fatto allegramente e gli spettatori me ne saranno grati».
Intanto, il festival scaligero ha riscosso il primo successo, con i 4 milioni e 390mila spettatori, pari al 19 per cento dello share, che hanno seguito l´ante! prima presentata da Antonella Clerici su RaiUno.
Motivo d! i soddisfazione, afferma Girondini, «è anche il fatto che per il quarto anno chiudiamo con un utile di bilancio: abbiamo recuperato 13 milioni sui 17 di perdite pregresse, grazie anche alle patrimonializzazioni». Ma non mancano le spine, in primo luogo, lo stato di agitazione proclamato dai sindacati che minacciano scioperi. «In un panorama nazionale difficile, con il Teatro Verdi di Firenze che licenzia 45 lavoratori e ne mette 376 in cassa integrazione, per non parlare di Genova o Bologna dove da un anno sono stati ridotti gli stipendi, non dico che Verona sia un´isola felice, però…». E annuncia un incontro con i sindacati. «Mi confronterò, l´importante è andare in scena, perché le polemiche non beneficiano nessuno».
Fra gli artisti c´è preoccupazione per le prove e per la «compressione» causata dai molti spettacoli extra-lirica. «Il Don Giovanni», replica Girondini, «è una sfida impegnativa e qualche contrattempo è inevitabile! ma il sipario, alla fine, si alza sempre. Quanto alle decine di serate extra-lirica, producono un indotto economico rilevante per la città. Se questo è sostenibile perché no?».

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 9/06/2012

Note: CRONACA – Pagina 8