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L´INAUGURAZIONE. Si è aperto al primo piano di Palazzo Forti «ArenaMuseOpera». È già visitabile dal pubblico.

Sono esposti partiture autografate, scenografie, costumi di scena, bozzetti e libretti Tosi: «Strumento di sviluppo per Verona». Biasi: «Una nuova offerta culturale».

 

La musica lirica, dopo il via al festival areniano, si mette in mostra. Ci sono partiture autografe di Giuseppe Verdi di Aida, Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata e di Giacomo Puccini, Turandot e Tosca. E poi scenografie dell´Aida di Franco Zeffirelli nella produzione della Fondazione Arena. Quindi costumi, libretti, bozzetti, fotografie, video con la spiegazione di come nascono gli abiti di scena. Materiali esposti per la prima volta, sulle arie delle opere in sottofondo, che accompagnano il visitatore in un viaggio fra storia e spettacolo popolare.
Si è aperto al pubblico da ieri pomeriggio «Amo», cioè «ArenaMuseOpera» — la «o» del logo è una rosa rossa — cioè il Museo dell´opera di Palazzo Forti. Al momento è allestito solto al primo piano, ma fra un anno sarà completato. Hanno inagurato il museo il sindaco e presidente della Fondazione Arena Flavio Tosi, il sovrintendente Francesco Girondini e poi Pa! olo Biasi e Fausto Sinagra, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Cariverona proprietaria di Palazzo Forti, e la curatrice dell´esposizione, Kikka Ricchio. «Amo» è composto da materiali provenienti in parte dal prestigioso Archivio Ricordi, di cui è responsabile Tino Cennamo, presente all´inaugurazione, e in parte dell´Archivio dell´Arena.
Al museo di accede da via Massalongo, di fronte al liceo Maffei e alla sede del Conservatorio Dall´Abaco. Quindi in un luogo più visibile rispetto a vicolo Due Mori e alla stessa via Forti, le due strade che contengono l´omonimo isolato. Dall´androne di accesso dell´edificio si sale a sinistra una scala, che porta al primo piano, dove è già visibile l´esposizione. L´idea del museo è semplice, diretta: accompagnare il visitatore, sia esso il melomane o anche chi per la prima volta si accosta alla storia della lirica, nel percorso creativo di un´! ;opera. Cioè dal primo schizzo della rappresentazione teatral! e alla stesura del libretto fino alla partitura, dalla scenografie ai costumi alla preparazione dei cantanti, fino alla produzione teatrale. Il percorso è coperto da Wi-Fi.
Tende di velluto color rosso porpora, come quelle di un sipario, separano i vari ambienti, illuminati quel tanto che basta per gustare video interattivi — toccando lo spartito in vari punti partono le singole parte dei violini, del violoncello, degli oboe e dei vari strumenti — costumi e scenografie. «Si è concretizzata una splendida idea, che valorizza la divulgazione della cultura operistica italiana e completa in maniera mirabile l´offerta turistica di Verona, consentendo a melomani e appassionati di prolungare il soggiorno a Verona», commenta Tosi. «Ringrazio Fondazione Cariverona», prosegue il sindaco e presidente della Fondazione Arena, «per questa ennesima dimostrazione di pieno sostegno allo sviluppo della città». Biasi esprime «la soddisfazione della Fondazione C! ariverona per un´iniziativa che si aggiunge come nuova offerta culturale alla stagione lirica».
Girondini ricorda che «era nostra intenzione aprire almeno una parte del museo in coincidenza con l´avvio della stagione lirica e ci siamo riusciti. L´anno prossimo, per il centenario del festival lirico, fra un anno, il museo sarà completato». La curatrice Kikka Ricchio ha corso contro il tempo. In soli 38 giorni ha allestito il primo piano. «Questo», dice soddisfatta, «è un museo sulla creatività. E dall´anno prossimo ci saranno anche le mostre temporanee».
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Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 24/06/2012

Note: CRONACA – Pagina 10