L'ufficio comunale dove si depositano le Dat, nel palazzo dell'Anagrafe

ETICA E LEGGE. Già 51 in un mese le richieste allo sportello dedicato alle Dat, Disposizioni anticipate trattamento
Gli operatori: «Chi viene qui è molto motivato e conosce bene i propri diritti in materia di fine vita» Tre appuntamenti al giorno.

A Verona lo sportello comunale per depositare il testamento biologico è entrato in funzione da poco più di un mese, ma sta già registrando un boom di adesioni. Dalla data di apertura (il 26 marzo) fino a oggi – fanno sapere dall’ufficio Stato civile dell’Anagrafe – i testamenti protocollati arrivano a quota 51 e le nuove prenotazioni per deposito, tre al giorno, coprono il calendario delle prossime settimane. Senza contare le decine di telefonate ogni settimana da parte di persone interessate a richiedere informazioni sulle Dat, le disposizioni anticipate di trattamento che permettono a ciascun maggiorenne di dare precise indicazioni sulle terapie sanitarie a cui sottoporsi in caso di perdita di coscienza, quando in precedenza erano i medici e i parenti a decidere. La norma che le ha introdotte in Italia è entrata in vigore il 31 gennaio. Da quel momento spettava alle amministrazioni pubbliche attuare la legge e tutti i Comuni italiani hanno dovuto dotarsi di un ufficio ad hoc. Da noi ora si trova in piazza Mura Gallieno 3, nella sede della Prima circoscrizione, dov’è stato dislocato lo Stato civile dopo il crollo del soffitto al terzo piano del palazzo dell’Anagrafe. Prima del 19 aprile era invece in via Adigetto. Ma prima ancora, già a partire dal giorno successivo all’entrata in vigore della normativa, lo Stato civile era comunque attrezzato a raccogliere e conservare le Dat. Sebbene abbiano iniziato ad arrivare solo dopo l’apertura dello sportello apposito. Ad averle depositate sono in prevalenza donne, 30 rispetto a 21 uomini, e l’età media è di 65 anni. La maggior parte sceglie di non andare accompagnata dal fiduciario, che ai fini della pratica deve sottoscrivere la nomina ma non dev’essere presente per forza alla consegna delle Dat. Mentre quasi tutti arrivano con la traccia fac simile scaricata dal sito internet del Comune, alla sezione «Servizi ai cittadini» (dove sono stati inseriti i riferimenti e tutti i chiarimenti). Finora solo un residente s’è presentato con un modulo autenticato dal notaio. Le disposizioni possono essere redatte anche per scrittura privata semplice da consegnare personalmente, oltre che per atto pubblico e per scrittura privata autenticata; online è stata aggiunta una pagina da cui scaricare il prestampato unicamente perché il funzionario comunale non partecipa alla compilazione delle Dat, né fornisce informazioni sul contenuto, ma si limita a registrarle e ad archiviarle. E davanti al foglio bianco può capitare di rimanere spaesati. Invece non è previsto che lo sportello rilasci una copia autenticata delle disposizioni, perché gli enti locali non hanno l’obbligo di attivare il registro dei testamenti biologici e nemmeno hanno vincoli di legge sui tempi.Gli ufficiali dello Stato civile incaricati di protocollare il biotestamento confermano che tutti gli utenti sono «motivati e preparati sull’argomento», segno che per alcuni il servizio è un vero e proprio strumento per affermare il proprio diritto all’autodeterminazione e alla libertà di scelta sulle questioni di fine vita. Comunque le disposizioni anticipate di trattamento possono essere modificate o revocate in ogni momento.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 15

Data: 7/04/2018

Note: Laura Perina