LA PROTESTA. Alcuni lavoratori dell’ostello alla manifestazione promossa da Giorgio Pasetto. Contro l’alienazione da parte della Curia l’ex sindaco Sironi: «Non capisco Zenti: parla sempre dei giovani…»

«L’ostello deve rimanere a Villa Francescatti. Per ristrutturare l’immobile la collettività ci ha messo un sacco di soldi: quasi 4 miliardi delle vecchie lire, arrivati da fondi regionali e donazioni. Non è giusto che la Curia utilizzi soldi pubblici per fini privatistici». Giorgio Pasetto non usa mezzi termini. «Si ritrovano per le mani una dimora cinquecentesca ristrutturata, da piazzare sul mercato per fare cassa… Da agnelli a lupi». L’ex consigliere comunale tosiano di estrazione radicale, ora alla guida di Area Liberal e Verona si Muove, ieri mattina ha capeggiato il sit-in di protesta per salvare l’ostello della gioventù che tra pochi mesi rischia di dover traslocare dalla storica sede di San Giovanni in Valle, ai piedi del colle San Pietro.Il 31 dicembre scadrà il comodato d’uso all’ente che lo gestisce, il Centro di cooperazione giovanile internazionale fondato e diretto da Fiorenzo Scarsini, e l’immobile tornerà in mano alla Diocesi, che ne è proprietaria e ha più volte espresso l’intenzione di venderlo.Forse complici le ferie estive, il presidio ha però riscosso meno adesioni del previsto. «Ne programmeremo altri e ci incateneremo al cancello della villa, se necessario» assicura Pasetto. Ieri hanno partecipato circa 20 persone, la maggior parte residenti. Tra loro la scrittrice Rita Pasquali, memoria storica di San Giovanni in Valle. La sua famiglia vive lì dal 1812 e lei, spiega, ricorda bene «com’era la villa negli anni ’70, con il tetto che cedeva finché un giorno ho visto un manipolo di ragazzi intenti a sistemarlo. Ne parlammo a casa e mio padre disse “Chissà chi si è preso questa gatta da pelare”».Non sono mancati i curiosi, arrivati «perché ho sentito dire…», e i «vicini» come Giuseppina Candia, che abita a Veronetta ma ha voluto esserci «per protestare contro una speculazione. La villa ha un compratore? Se no perché spostare l’ostello?».«La manifestazione doveva essere sostenuta da tutte le forze politiche e invece non è venuto nessuno» aggiunge la sua amica Gloriana Ferrarese, ex consigliere della prima circoscrizione. Per un momento si è unito pure qualche dipendente dell’ostello: «A libro paga siamo in 24 e siamo tutti preoccupati» commenta la portavoce Antonella Prodomi, che lavora per il Centro di cooperazione dal ’96. «Se l’attività dovesse confluire tutta al Santa Chiara (la succursale di Veronetta al momento destinata all’accoglienza dei profughi, ndr) due terzi di noi probabilmente perderà il posto». Giorni fa si era espressa contro il trasferimento dell’ostello anche l’ex sindaco Michela Sironi, che ieri mattina era presente. «Il vescovo Zenti non lo capisco» dichiara. «Parla sempre dei giovani, dice che sono il nostro futuro… E quando c’è la possibilità di fare qualcosa per loro, cosa fa? Tra tutti gli edifici della Curia, vuole vendere proprio questo che di giovani ne ha ospitati a migliaia. Pensare di monetizzare compromettendo l’ostello è una visione ristretta».Villa Francescatti e il parco annesso sono un lascito alle Sorelle della Sacra Famiglia, che poi li hanno ceduti alla Diocesi. L’ostello della gioventù – 300 posti letto- mosse i suoi primi passi nell’estate dell’84 e da allora ha ospitato quasi 570mila turisti e pellegrini di tutto il mondo, con una media di 80 al giorno.

 

Laura Perina

Tratto da: arena-cronaca - pag.13

Data: 27/07/2017

Note: Laura Perina