Ancora un forte temporale. Ancora garage, cantine, scantinati allagati. Ancora paura e tanta rabbia tra i residenti di Arbizzano, già pesantemente colpiti dal nubifragio di sabato scorso. Nella frazione di Negrar giovedì sera la pioggia cadeva così fitta che l’acqua ha ricominciato a formare dai 20 ai 50 centimetri di acqua nei seminterrati di alcuni condomini, dove le famiglie erano alle prese ancora con il triste lascito dello scorso fine settimana. Una ventina le telefonate giunte da Arbizzano ai vigili del fuoco nella notte. Il sindaco di Negrar, dopo le verifiche, parla di «situazioni critiche circoscritte, nelle zone già interessate dall’alluvione di sabato scorso come la parte bassa di Arbizzano, le vie San Francesco, Case Zamboni, San Matteo, Padri Monfortani. Per fortuna non ci sono nuovi casi, teniamo comunque sotto controllo queste zone». Proprio in via San Francesco, in un condominio con undici appartamenti che tra sabato e domenica era stato invaso nei garage e nel giro scale da oltre un metro e mezzo di acqua, giovedì i pompieri hanno lavorato fino alle 4 del mattino seguente per far defluire l’acqua che era tornata a formare una piscina. Ieri una squadra di pompieri è tornata per continuare l’opera di svuotamento. La protezione civile pure è passata per un controllo. «La pioggia era molto forte, giovedì sera, e in una decina di minuti i garage hanno iniziato a riempirsi di nuovo», spiega Anna Carbone. Un incubo, per lei e le altre famiglie del condominio. «Abbiamo chiamato subito i vigili del fuoco. La caldaia condominiale è fuori uso da sabato, siamo senza acqua calda in casa. Due auto sono rimaste danneggiate completamente, noi forse siamo riusciti a salvare la vespa». La signora Carbone abita in questa casa di Arbizzano da oltre una decina d’anni e, sottolinea, «mai vista una situazione del genere».In via San Francesco l’asfalto posato di recente è bagnatissimo. Un tratto della strada è stato chiuso al traffico per precauzione e lo sarà almeno fino a lunedì, fa sapere il sindaco, poi potrebbe essere istituito un senso unico alternato. «Abbiamo appurato che ci sono ostruzioni sotto il sedime stradale e la settimana prossima provvederemo a sistemare», spiega Grison. In via San Matteo, poi, non se la passano bene sette famiglie che vivono in un condominio costruito nel 1983 al confine con un fosso che serve per lo scolo delle acque provenienti da Valfiorita. Hanno subito gravi danni dopo l’alluvione del primo settembre, quando quasi tre metri di acqua e fango si sono convogliati nello scivolo e poi sono finiti in garage, cantine e taverne sfondando saracinesche, facendo crollare pareti interne, distruggendo qualsiasi cosa. Quando giovedì sera, per il temporale, i condomini hanno visto l’acqua salire di nuovo a 30 centimetri hanno allertato subito i pompieri. «Ci siamo sentiti rispondere, però, che erano troppo pochi per un intervento», sottolinea Claudio, arrabbiato. Hanno sperato che il livello non salisse di più, fortunatamente non è salito. Ma proprio non ci voleva. Mariano e Davide mostrano i segni lasciati dall’allagamento. «Che vuole che dica, basta guardarsi intorno», continua Davide. «La caldaia è fuori uso, facciamo solo docce fredde», aggiunge Mariano. Si sentono alla mercé del tempo, sperano nel sole per i prossimi giorni. Dopo un sopralluogo del sindaco e di alcuni responsabili del Consorzio di bonifica si definiscono amareggiati e delusi: «Ci aspettavamo più aiuto, ma soprattutto più comprensione. Invece pare sia iniziato lo scaricabarile tra enti». Ribatte subito, però, il primo cittadino di Negrar. «La situazione del condominio di via San Matteo è complessa, per il luogo in cui si trova e per la storia pregressa», sottolinea Grison. «Si è costruito in un punto delicato, a ridosso di un fosso. Capisco i residenti, il timore di nuove piogge, la rabbia. Ma abbandonati, questo non si dica: in queste situazioni è meglio parlarsi e venirsi incontro. Mi sono attivato personalmente perché il Consorzio intervenisse lungo il percorso di quel fosso e l’intervento di pulizia c’è stato, tant’è che è stato trovato un punto otturato sotto via Padri Monfortani. Si guardi al bicchiere mezzo pieno, non ci sono stati né morti né feriti. Si guardi avanti»

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 8/09/2018

Note: Camilla Madinelli