VOLONTARIATO SOCIALE. Grande festa a Montorio, al circolo primo Maggio, con volontari, operatori e amministratori
Accesso alla scuola e integrazione Vacanze e attività con i giovani La fondatrice Ionta: «Riabilitati i ragazzi e anche i loro familiari»

Il gruppo Giovani dell’Anffas con i ragazzi: 130 le famiglie seguite
Sessant’anni e non sentirli. Il segreto? L’amicizia, lo stare insieme a ragazzi e ragazze con disabilità. Una passeggiata, una gita, una vacanza al mare e in montagna, laboratori, feste di compleanno. Vissute “con”, non “per”.«Sessant’anni fa le persone con insufficienza mentale vivevano nascoste, quasi che esserlo fosse una colpa. Ecco, dopo decenni al fianco loro e dei loro familiari, coinvolgendo volontari e istituzioni sociali e sanitarie, possiamo dire di aver svolto anche una riabilitazione per i genitori, aiutandoli a superare il dolore». A Montorio, al Circolo I Maggio, Corinna Bertoldi Ionta, 87 anni, veronese, festeggia con oltre un centinaio tra “ragazzi” e “ragazze” – come vengono chiamate le persone con disabilità seguite – e poi volontari e operatori, i sessant’anni di attività dell’Anffas, l’Associazione famiglie disabili intellettivi e relazionali, che ha sede in Borgo Trento. L’Anffas nacque anche a Verona nel 1958 per iniziativa di un gruppo di genitori, di ragazzi con problemi di disabilità intellettiva e relazionale e Corinna Bertoldi Ionta, insegnante, ne è stata per quarant’anni presidente. «Abbiamo lavorato molto per l’inserimento dei ragazzi nelle scuole, per il “Dopo di noi”, per l’integrazione, con un volontariato partito dal basso che ha fortemente stimolato anche i servizi socio-sanitari», dice Cristina Tantini, presidente dell’Anffas di Verona dopo la Ionta, già presidente della Consulta comunale per l’handicap e attiva nel Centro servizi volontariato.Ci si perde di vista, magari. Ma l’amicizia, fondata su tante belle esperienze condivise, è rimasta. «Siamo una grande famiglia, lavoriamo ancora per migliorare la vita di ragazzi disabili e dei loro genitori», dice Anna Quintarelli, dal 2014 presidente dell’Anffas, che segue 130 famiglie.Tanta la strada compiuta e da 50 anni, inoltre, un gruppo giovani, ormai alla quarta generazione, svolge tutto l’anno, ogni settimana, animazione con i ragazzi e vacanze al mare a Cesenatico e in montagna a Lumini di San Zeno di Montagna, sul Baldo. «Ciò che i ragazzi danno a noi è molto di più di quanto riceviamo», dicono i giovani volontari Lorenzo Donatelli, Serena Liuti, Francesca Murari, Veronica Mella, Francesco Bove e Camilla Menon. Alla festa è intervenuto Raffaele Grottola, direttore dei Servizi sociosanitari dell’Ulss Scaligera 9, che parla dei trent’anni di collaborazione con l’Anffas: «Ricordo il grande lavoro dell’associazione per l’inserimento nella scuola dei disabili e da allora è sempre stata collaborativa, sul territorio per la promozione sociale», dice. Ci sono immagini che rendono più delle parole. Così Stefano Bertacco, assessore ai servizi sociali, portando all’Anffas l’augurio dell’Amministrazione, utilizza una similitudine. «Sessant’anni fa i familiari di ragazzi disabili erano come nel deserto. L’Anffas li ha aiutati piano piano a uscirne, facendo acquisire diritti e lavorando nel “Dopo di noi”, con tante opere realizzate, collaborando con le istituzioni». Da sessant’anni, in amicizia.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 13

Data: 17/09/2018

Note: Enrico Giardini - foto Marchiori