Niente nursery ma bebè in camera
Nuova struttura a Borgo Trento. Piscina per il parto in acqua e un dipartimento dedicato alla fecondazione assistita

VERONA Da mercoledì prossimo, a Verona, si nascerà esclusivamente nel nuovo «Ospedale della donna e del bambino», primo nel suo genere in Veneto. L’annuncio è arrivato martedì mattina da parte della direzione generale dell’azienda ospedaliero universitaria, ma era nell’aria da tempo. Da oltre un anno, infatti, si parlava della primavera del 2017 come traguardo per l’apertura della nuova struttura di Borgo Trento, che sorge a fianco al Polo Confortini. Non ci sarà un’inaugurazione, almeno per il momento, ma un trasferimento graduale dei reparti: una tabella di marcia che durerà tre mesi, anche se il grosso sarà fatto entro il 21 aprile.

L’ospedale verrà aperto ai primi pazienti già venerdì, quando saranno trasferiti i reparti di neuropsichiatria infantile e di oncoematologia. Lo stesso giorno arriveranno le prime degenze pediatriche, un’operazione che sarà completata martedì. Sempre martedì sarà una giornata fondamentale, perché verrà aperto, a partire dalle 9, il pronto soccorso pediatrico. È il primo appositamente dedicato ai pazienti sotto i 14 anni in città: l’accesso sarà sempre da Lungadige Attiraglio come per il pronto soccorso del Confortini. Da mercoledì entreranno in funzione le sale parto, che sostituiranno non solo quelle di Borgo Trento (ora in uno dei vecchi padiglioni), ma anche quelle di Borgo Roma.

Sono in tutto undici, rigorosamente singole: la futura mamma verrà accompagnata al momento del travaglio e vi rimarrà fino a quando non si sarà concluso il parto: sono pensate per «reggere» a cinquemila nascite l’anno, numero che in città, al momento, si è lontano dal raggiungere. Dopo la nascita, mamma e bambino condivideranno la stessa stanza: non ci sarà quindi la nursery comune, secondo il modello «rooming – in» prevalente nelle nuove strutture. Tra le novità, anche la piscina per il parto in acqua e un dipartimento dedicato alla fecondazione assistita. La struttura è parte di un progetto che coinvolge anche la nuova «outpatient clinic» di Borgo Roma: in tutto l’investimento è di cento milioni di euro, in parte finanziati da esterni a progetto.
28 marzo 2017 NULL

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Membro della redazione

Tratto da: Corriere di Verona

Data: 17/03/2017

Note: Cronaca . Davide Orsato