L´INAUGURAZIONE. Cerimonia di riapertura del manufatto risalente al primo secolo dopo Cristo dopo una lunga fase di riqualificazione di tutta la piazzetta.
Telecamere e sistemi di allarme a protezione del monumento Sarà esposto a Castelvecchio il mosaico scoperto nel cantiere.
L´Arco dei Gavi torna, almeno simbolicamente, sull´antica via Postumia. Il monumento risalente al primo secolo dopo Cristo e che porta scolpito il nome del progettista, Vitruvio Cerdone, è stato riaperto dopo un lungo periodo di restauro e riqualificazione i cui lavori hanno interessato l´intera piazzetta di Castelvecchio. E per restituire l´immagine dell´Arco in relazione alla strada sulla quale era stato edificato in epoca romana, è stato ricostruito un fazzoletto della via Postumia, con pietre di basalto nero conservate nei magazzini della Soprintendenza.
«In questo modo», commenta il soprintendente ai Beni archeologici del Veneto Vincenzo Tinè, «il monumento ritrova un rapporto estetico, se non topografico, con l´antica strada, poiché è dal 1920 che questa è la sua collocazione storica». Il pavimento a mosaico in ottimo stato di conservazione riemerso dal sottosuolo sarà invece collocato ne! l vicino museo di Castelvecchio.
L´intervento ha avuto un costo di 858mila euro, 676 mila dei quali messi a disposizione dalla Fondazione Cariverona. Al termine della pulizia dell´Arco dalle scritte che l´avevano deturpato, la sistemazione di piazzetta Castelvecchio, con il rifacimento della pavimentazione in calcestro e la sostituzione di parti del parapetto sull´Adige con lastre di vetro, era cominciata lo scorso luglio dopo un´interruzione dovuta al ritrovamento, nella fase di scavo del fossato, previsto in un primo tempo a protezione del monumento, dei resti di una domus e di un mosaico di epoca romana. La protezione del monumento dai vandali è affidata a un sistema di videosorveglianza collegato alle sale operative dei vigili e della questura e da una recinzione munita di allarme sonoro nel caso qualcuno la scavalchi in orario di chiusura, dalle 21 alle 8. Durante la notte il monumento sarà illuminato.
«Questo intervento di r! ecupero», commenta il sindaco Flavio Tosi, «restituisce alla! città un monumento che per troppo tempo è stato deturpato, ma d´ora in poi il livello di attenzione sarà altissimo. I vandali sappiano che rischiano la denuncia penale». E il vicesindaco e assessore all´edilizia monumentale Stefano Casali invita cittadini e residenti a «diventare custodi di un luogo, la cui riqualificazione era un impegno di questa amministrazione». Tiné, che ha annunciato l´imminente inaugurazione del percorso museale degli scavi all´antico Campidoglio di Corte Sgarzerie, parla di «lavoro congiunto tra Soprintendenza e Comune a dimostrazione che è possibile superare le problematiche che una città di straordinaria rilevanza archeologica come Verona, la “Roma del nord”, presenta, al fine di conservarla e valorizzarla». E aggiunge: «Con questa sinergia abbiamo superato le lentezze della burocrazia». La «pax romana» all´ombra dell´Arco consolida il clima di dialogo dopo i furenti attacchi del sindaco Tosi sul! la questione del palco di Ligabue in Arena e della rassegna dei presepi. «Con Tinè», assicura il sindaco, «ci siamo confrontati nel rispetto delle reciproche competenze e la stretta di mani di oggi suggella una rinnovata collaborazione: ci sono impegni ancora aperti sull´utilizzo dell´Arena e confidiamo nel clima natalizio affinché si trovi un´intesa a favore della città e dei veronesi». Per la Fondazione Cariverona, il direttore generale Fauso Sinagra parla di «un giorno straordinario, in cui gli impegni deliberati diventano effettivi».

Tratto da: L'Arena, IL GIORNALE DI VERONA

Data: 5/12/2013

Note: CRONACA – Pagina 15