La disposizione delle sedie nell'arena temporanea a 200 posti

L’IDEA. Location delimitata, palco snello, entrate separate, servizi igienizzati e sedie distanziate
StudioVentisette, Doc Servizi e Stea: «Vogliamo rilanciare il settore» E la parlamentare Rotta ha già portato le loro linee guida al governo
Un’arena temporanea Covid-free con misure di prevenzione e presidi, in uno spazio allestito seguendo le disposizioni nazionali in materia di sicurezza e gestione del pubblico. Con palco, impianto audio, percorsi, servizi igienici, sedie sistemate alla giusta distanza e ingressi controllati. Per concerti, cinema all’aperto, spettacoli e pure celebrazioni liturgiche. È il progetto tutto veronese, nato da Doc Servizi, in collaborazione con Stea-Safety Theater Entertainment Arts, specializzata in palchi e costruzioni, e ideato in collaborazione con l’agenzia di comunicazione StudioVentisette per coordinamento e inquadramento generale, valutazione e misurazione dell’impatto sociale. E la parlamentare veronese del Pd Alessia Rotta ha già portato sui tavoli del Governo le linee guida del progetto. «Come Studioventisette», spiega Alessandra Biti, titolare dell’agenzia, «siamo impegnati nella redazione delle linee guida con Doc Servizi, per misurare l’impatto sociale e agire con una comunicazione e un monitoraggio efficaci. Vogliamo rilanciare il settore eventi che ci sta molto a cuore, dando nuova fiducia e una spinta alla ripresa». Si tratta di «una arena temporanea chiavi-in-mano», come spiega Ale Formenti, manager e musicista di Doc, ideatore del progetto insieme a Mirko Boschetto, direttore tecnico. «Allestire un palco e seguire le disposizioni ministeriali anti-Covid costa, e allora abbiamo pensato di coinvolgere la rete di imprese all’interno di Doc (fornitori di palchi, sedie, impianti, service, sicurezza – artisti compresi) per arrivare a un prezzo concorrenziale. Economia di scala per far ripartire un settore che è fermo: se vogliamo ricominciare, dobbiamo fare tutti un passo indietro. Così abbiamo pensato a un palco semplice, con copertura fissa, uno schermo davanti per chi volesse fare cinema all’aperto, luci fisse e un impianto audio all’altezza». E a chi può interessare? «A circoscrizioni di una città, a comuni che dispongono di un’area chiusa – pensiamo al cortile o al parco di una villa – dove noi possiamo montare l’arena temporanea. Può restare fissa per due-tre mesi e ospitare una serie di eventi: cinema all’aperto, teatro, cabaret, concerti, incontri, presentazioni di libri, talk show, produzioni tv e anche messe e funzioni religiose». I posti a sedere sono da 100 a 300, anche per non sistemare le persone troppo distanti dal palco. «Sì, impossibile seguire uno show a 100 metri dal palco. Per questo nostro progetto sono perfette aree verdi e spazi urbani ben definiti e delimitati». Ma come avviene la partecipazione allo spettacolo? Uno arriva all’arena temporanea e… «E viene accolto dal personale», spiega Formenti, «gli viene misurata la temperatura corporea, può utilizzare uno dei dispensatori con soluzioni idroalcoliche, legge su pannelli o totem le informazioni di profilassi obbligatorie, entra in un corridoio per mantenere la distanza di sicurezza e arriva al suo posto, con la sedia distanziata almeno un metro dalle altre. In un sacchetto chiuso trova una protezione da mettere sopra la sedia, in materiale riciclabile. Poi segue lo spettacolo e, se ha bisogno di andare in bagno, lo segnala agli addetti. I servizi sono igienizzati ogni volta che vengono usati. Alla fine, con file separate, esce dell’arena. E prima dello spettacolo successivo viene tutto sanificato». E gli artisti? «Mantengono le distanze sul palco, ed è per questo che saranno scelti solisti, gruppi snelli». E se il pubblico non dovesse rispettare le distanze? «Interrompiamo lo show. La sicurezza viene prima di tutto

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 18

Data: 22/05/2020

Note: Giulio Brusati