Balzarin, Magagna, Pizzolato e Abdellah, quattro dei cinque volontari che hanno inventato l'app

INNOVAZIONE. Ideata dal dottor Paolo Magagna con un team di informatici, tecnici e writer
Inserendo i dati del paziente l’applicazione rimanda una serie di endoprotesi adatte al tipo di intervento da effettuare sull’aorta per pianificare l’operazione

Metti una sera a cena un cardiochirurgo, un ingegnere meccatronico, due informatici e un writer e non ti stupire del risultato. Sì, perché questo team apparentemente eterogeneo ha realizzato un’app che può salvare la vita delle persone. Si chiama «Aorta Tevar Indicator» lo strumento creato ormai un paio di anni fa dal pittoresco team, capitanato dal medico chirurgo veronese Paolo Magagna, per aiutare i cardiochirurghi nella pianificazione degli interventi endovascolari delle patologie aortiche. «Studio questa precisa problematica a 360 gradi da moltissimi anni e volevo aiutare i colleghi meno esperti, soprattutto nelle situazioni di emergenza», racconta lo specialista di chirurgia aortica dell’ospedale San Bortolo di Vicenza. «Ho subito pensato che un’app potesse essere lo strumento più adatto ma io, da solo, non sapevo nemmeno da dove cominciare. Credo nella condivisione delle competenze e sono convito che culture e professionalità diverse possano creare qualcosa di eccezionale. Il tuttologo non ha più motivo di esistere e gli specialisti, se non si mettono assieme, restano dei mediocri».Magagna si mette quindi alla ricerca di collaboratori: «Tramite un professore universitario ho incontrato Claudio Pizzolato, ingegnere meccatronico. Subito dopo ho contattato due informatici, Alessandro Balzarin e Massimo Giordan e per ultimo ho coinvolto Esaadi Adbellah, un giovane writer al quale ho chiesto di curare tutta la parte grafica dell’app». Il risultato è qualcosa di unico: «Grazie a una serie di dati che vengono inseriti dal chirurgo come l’età, il peso, i risultati della tac e le dimensioni dell’aorta, l’applicazione è in grado di restituire una serie di endoprotesi adatte al tipo di intervento da effettuare».«Aorta Tevar Indicator», già scaricata da più di cinquecento utenti, è disponibile gratuitamente per Android e tra non molto anche per Apple. «L’applicazione è in lingua inglese», prosegue Magagna, «perché è la più diffusa tra i medici. Adesso avrebbe bisogno di un aggiornamento», spiega il veronese, «e se ci fosse qualche giovane informatico disposto a prendersene cura sarei disposto a regalargliela. L’applicazione è gratuita, non c’è nessun guadagno e il team di volontari che mi ha aiutato a realizzarla è stato ripagato con una pizza e una birra».Pensare che il destino del dottor Magagna sembrava portarlo in tutt’altra direzione: «Vengo da una famiglia molto umile e credo che i miei genitori pensassero a tutto ma non che io diventassi medico», confessa. «Ho mangiato pane e autostrada per trent’anni, mio papà era esattore al casello di Verona Nord. Io ho studiato odontotecnica alle “Michelangelo Buonarroti” di Verona e il mio destino, per la gente, era quello dell’operaio di fabbrica. Io non ho mai accettato questa etichetta. Mi sono rimboccato le maniche e mi sono dato da fare. Mi sono iscritto a Medicina, ho stretto i denti e a 25 anni ero laureato. Ho fatto l’ufficiale medico in marina militare e poi, quando sono tornato, sono entrato in cardiochirurgia. Durate il mio percorso, ho avuto la fortuna di incontrare il dottor Alessandro Fabbri, mio mentore sia dal punto di vista professionale sia umano. Ha creduto in me e mi ha portato con lui a Vicenza».Il dottor Fabbri è scomparso prematuramente quasi due anni fa, durante lo spaventoso nubifragio sui frangiflutti di Rimini. «Da lui ho imparato che prendere la mano al paziente vale quanto, se non di più, della medicina e che ai malati si può offrire il massimo solo se si mettono assieme le diverse capacità. Ed è quello che ho voluto fare con questa app, facendomi affiancare dai giovani. È stata un’esperienza bellissima», conclude il cardiochirurgo, «io credo moltissimo nei ventenni di oggi. È una generazione fantastica, hanno le idee chiare e sono sicuro ci porteranno fuori dall’impasse di questo preciso momento storico».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 23

Data: 15/03/2019

Note: SERENA MARCHI