IL CASO. Comitato con gli ex assessori tosiani Caleffi e Bozza vogliono il project ora «congelato»

«Le raccolte di Storia Naturale potrebbero essere ospitate tutte e non solo una parte».

Il nodo dei 14,5 milioni deviati su altre destinazioni

«Arsenale subito», per un complesso asburgico rimesso a nuovo e finalmente fruibile da tutti, grazie all’inevitabile contributo dei privati. È questo l’obiettivo del neonato comitato a favore del project financing per la riqualificazione dell’Arsenale, presieduto dall’ex assessore della giunta Tosi Gian Arnaldo Caleffi e di cui fa parte, tra gli altri, l’ex consigliere comunale tosiano Giorgio Pasetto.

Amministratori e consiglieri uscenti, dunque, non mollano la presa e ieri mattina hanno rilanciato la validità del progetto di riconversione dell’ex complesso militare da 45milioni, insieme all’opportunità di agire in fretta, nonostante il fuoco di sbarramento dell’amministrazione Sboarina. Il sindaco, infatti, nelle scorse settimane, ha sospeso l’iter del project in attesa dell’esito del ricorso al Tar (il pronunciamento del giudice amministrativo è atteso per mercoledì) da parte del Comitato sulla variante urbanistica.

Ma la vicenda Arsenale, sul cui futuro si discute ormai da oltre 20anni, è comunque ancor più complessa. Da una parte, c’è un secondo ricorso al Tar da parte dell’Italiana Costruzioni, proponente del project: l’impresa chiede i danni a Palazzo Barbieri ritenendo che lo stop all’iter stia pregiudicando il progetto, a fronte delle spese già sostenute per la progettazione. Dall’altra, è notizia di questi giorni la decisione di riassegnare i 14,5 milioni del contributo comunale per l’Arsenale alla sistemazione dell’Arena e delle strade della città. Inoltre, la volontà di revocare la delibera sul pubblico interesse dell’opera, decisione che però deve prima approdare in Consiglio comunale.

Il nuovo comitato pro project financing nasce dunque fuori tempo massimo? Tutt’altro, spiegano i rappresentanti di Arsenale Subito che difendono quanto deciso durante la passata amministrazione, pur aprendo a nuove modifiche. «Il Comitato promuove l’approfondimento del progetto e delle migliorie che vi si possono apportare, chiarendo all’opinione pubblica che il nuovo Arsenale sarebbe un centro sì ma culturale, non certo commerciale», argomenta Caleffi aggiungendo che «11 negozi, 250metri quadrati complessivi, non possono essere considerati un centro commerciale» e aprendo alla possibilità di ospitare in questo sito l’intero Museo di Storia Naturale anziché solo una parte.«Il progetto di riqualificazione consente il recupero di spazi dedicati ai cittadini, al quartiere di Borgo Trento con servizi per famiglie, giovani, anziani, e bambini, associazioni e istituzioni, per offrire eventi che possano arricchire e valorizzare al meglio il sito», aggiunge Pasetto.

Al tavolo dei relatori erano presenti l’avvocato Marco Bastianello, libero professionista, Manuela Calderara, vice-dirigente all’ateneo veronese e Ottavio Bosello, medico chirurgo, già professore ordinario all’Università di Verona. In sala, l’ex assessore tosiano e già presidente della seconda circoscrizione Alberto Bozza. «L’area dell’Arsenale è pesantemente inquinata da metalli pesanti tra cui il piombo. Il Comune ha il dovere di bonificare», dice Bosello.«E poi c’è la questione legale. Il privato certo non starà fermo: l’aspetto progettuale è già realizzato, sono già stati spesi dei soldi», avverte Bastianello che esorta i veronesi ad aderire al Comitato anche attraverso la pagina facebook Arsenale Subito «che conta già oltre duecento sostenitori». Ilaria Noro

Erina Signorini

Membro della redazione

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Tratto da: L'Arena il Giornale di Verona

Data: 10/09/2017

Note: Sezione "Cronaca"Da pag. 12 Ilaria Noro