L'Arsenale austriaco nel rendering progettuale messo a punto dal Politecnico di Milano

POLITICA E URBANISTICA. Domani l’ultima tappa in commissione

Lo dicono le linee di indirizzo all’esame del Comune L’assessore: «No alle coperture sugli spazi aperti» Sui progetti di riqualificazione dell’Arsenale, a Palazzo Barbieri si dicono pronti per il rush finale. Domani si svolgerà l’ultima riunione della commissione costituita ad hoc per raccogliere le varie proposte. In discussione, anticipa l’assessore all’urbanistica Ilaria Segala, ci saranno le linee di indirizzo, il documento elaborato sulla base delle varie idee progettuali dall’architetto Filippo Bricolo del Politecnico di Milano. L’obiettivo è presentare quanto prima in Consiglio comunale il progetto preliminare sulla scelta finale. «Le idee forti», sottolinea l’assessore, «sono quelle del parco urbano per Borgo Trento, del restauro “leggero” degli edifici, secondo criteri antisismici e con tutte le corti aperte a fruibili dal pubblico». Nei giorni scorsi l’assessore Segala aveva parlato di decisioni da prendere in tempi rapidi, in modo da avere in mano il masterplan definitivo a fine gennaio, con l’approvazione del bilancio. Per aumentare l’area di quello che si vuol far diventare il polmone verde di Borgo Trento si sta, inoltre, valutando di abbattere le strutture più recenti che nulla hanno a che fare con l’epoca austriaca. Il parco dell’Arsenale, si legge nel “decalogo” delle linee di indirizzo, non sarà una semplice area verde, ma «dovrà configurarsi come una vasta zona di memoria agricola all’interno della città recuperando il ricordo della Campagnola, antecedente la costruzione dell’Arsenale austriaco e l’urbanizzazione del quartiere di Borgo Trento». Altro concetto base è la «permeabilità» degli spazi attraverso la demolizione degli edifici «non appartenenti alla configurazione originale austriaca e privi di valore storico», in modo da poter aprire le corti. A tale proposito, l’assessore mette in chiaro che nel progetto si vieterà espressamente qualsiasi ti po di copertura degli spazi aperti, come invece stabiliva il project financing di Italiana Costruzioni che l’amministrazione del sindaco Sboarina ha deciso di archiviare definitivamente.Il «cuore» del parco, secondo il progetto di massima, sarà la zona compresa tra la Palazzina Comando e le tre corti, la cosiddetta «Esplanade». Per realizzarla si dovranno abbattere i tre padiglioni che ora occupano la parte ovest. E in caso di realizzazione del Museo di Storia Naturale, si specifica, sarà costruita una struttura sotterranea per l’accoglienza dei visitatori. Nella corte centrale, poi, è previsto un boschetto con piante ad alto fusto, mentre nella corte ovest si suggerisce la demolizione di un edificio, per aprirla totalmente verso nord, riportandola così alla sua configurazione originale. All’esterno sono previsti spazi verdi dedicati, in parte, a giardino botanico e in parte a prato, utile per rappresentazioni teatrali, concerti ed eventi all’aperto. Un edificio si dovrà abbattere anche nella corte est per favorire il collegamento con la chiesa di San Francesco.Le linee di indirizzo prevedono inoltre alberi ad alto fusto lungo tutto il perimetro della struttura per nascondere la vista delle palazzine costruite a ridosso dell’ex compendio militare. E nella parte nord-est, in corrispondenza di viale della Repubblica, sarà abbattuto il muro non originario. Ciò permetterà un nuovo accesso dal quartiere sul parco e sul sagrato della chiesa.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 9/01/2018

Note: Enrico Santi