Arsenale, il cortile interno con parco

I NODI DELL’URBANISTICA. L’ex sindaco attacca sulla nuova soluzione di recupero, confrontata con quella revocata
Arsenale, è già guerra di dati sulle future zone commerciali
I tosiani: «Nell’ipotesi di Sboarina invariate rispetto al project» Segala: «Falso, con noi calano E le foresterie non c’entrano»
ENRICO GIARDINI

Guerra sull’ex Arsenale, anno…ennesimo. Stavolta il punto della discordia sono i dati sull’estensione delle zone commerciali. Secondo l’ex sindaco Flavio Tosi, ora consigliere comunale, l’ipotesi di riqualificazione del complesso austriaco emersa nella commissione temporanea, «la superficie commerciale resta invariata, rispetto al project financing di Italiana Costruzioni resta pressoché invariata e, anzi, percentualmente rispetto all’intero recupero aumenta».Tosi articola le sue affermazioni con il consigliere comunale tosiano Alberto Bozza, con l’ex assessore all’urbanistica Gian Arnaldo Caleffi, con Manuela Calderara del Comitato Arsenale Subito e con Patrizia De Nardi, vicepresidente della Seconda circoscrizione (Borgo Trento, Valdonega, Avesa, Quinzano, Parona).«Sboarina è sindaco da un anno e per prima cosa registriamo che l’Arsenale sta ulteriormente cadendo a pezzi. Hanno speso 400mila euro per isolare i tetti, soldi buttati poiché dovranno rifarli totalmente a breve, avendo solo evitato che ci piova dentro», aggiunge Tosi. «Ora prevedono 9 milioni di costo per una ristrutturazione leggera, ma non hanno previsto né di bonificare l’area, né di recuperare gli immobili, dunque l’Arsenale resterà in parte inutilizzabile. Sarebbero dunque altri 9 milioni di soldi pubblici gettati via».I DATI. Arriva poi l’affondo sulle zone commerciali. «Hanno revocato il nostro project financing che era stato promossa da Italiana Costruzioni, che non avrebbe gravato sui conti pubblici, accusandoci che volevamo trasformare l’Arsenale in un centro commerciale, tuttavia oggi nella parte della Variante 23 dedicata all’Arsenale notiamo che la superficie destinata al commerciale rimarrà pressoché invariata. Anzi percentualmente aumenterà dal 25 al 33 per cento, poiché la superficie recuperata dell’Arsenale diminuirà da 27 mila metri quadrati a circa 20mila. Questo è offensivo nei confronti dell’intelligenza dei cittadini».CONFRONTO. Caleffi chiarisce sottolineando che «nell’idea di Sboarina diminuiscono le superficie complessive della riqualificazione – 20.300 metri quadrati rispetto ai 27.380 di Italiana Costruzioni – ma quelle commerciali rimangono in sostanza invariate, cioè 6.789 contro i 6.933 di Italiana Costruzioni. Senza peraltro mantenere le normative comunali vigenti, che prevedono che le attività commerciali siano attinenti alle attività principali della struttura: questa Amministrazione, a guardare la variante, sarà meno rigida al riguardo, nonostante le smentite nei mesi scorsi dell’assessore Segala in tal senso».Bozza sottolinea poi che «il nostro project prevedeva anche una scuola materna comunale, un servizio pubblico di cui Borgo Trento ha necessità impellente. Al suo posto vorrebbero farci un mercato». Quest’ultimo sarebbe nella corte est, mentre in un braccio di quella centrale e in un altro della ovest il nuovo piano prevede foresterie e in una anche un ristorante. Nella palazzina di comando si prevedono spazi per il museo di Castelvecchio. In altre braccia della corte centrale spazio per teatro e laboratori per studenti e per associazioni della Seconda circoscrizione. Nella corte ovest edifici destinati all’arte e all’innovaziome.LA REPLICA DEL COMUNE. Zone commerciali uguali tra project financing di Italiana Costruzioni (revocato dall’Amministrazione Sboarina) e l’ipotesi di riqualificazione targata Sboarina? «Falso. Nel project il commerciale era di 6.934 metri quadrati, mentre nella nostra proposta è di 4.553. Ce ne sono poi 2.235 di turistico-ricettivo, che noi abbiamo previsto come una foresteria. Ma questo non è commerciale». Lo dice, replicando ai tosiani, l’assessore all’urbanistica Ilaria Segala. «Noi vicino a una delle due foresterie prevediamo un ristorante, su 2.233 metri quadrati, un mercato coperto su 2.320 e le foresterie su 2.235, ben diverso dal project dell’era Tosi. Loro quindi confondono commerciale e ricettivo. Poi con la nostra soluzione il parco è più grande, sia perché demoliamo più edifici, sia perché non copriamo la corte centrale».

Tratto da: L'Arena giornale di verona

Data: 22/06/2018