I NODI DELL’AMMINISTRAZIONE. Sarà l’urbanistica a doversi occupare della riqualificazione.
Parte la «concertazione» con cittadini, circoscrizioni e professionisti
Progetti entro il 20 dicembre. «Però serve una commissione ad hoc»

Due mesi e mezzo di lavoro, in tre fasi, consultando professionisti, categorie, esperti di urbanistica, comitati, associazioni, politici e amministratori. Per arrivare entro il 20 dicembre a due-tre ipotesi di progetto preliminare. In modo, poi, da vincolare i contributi pubblici – nove milioni sui 14,5 già destinati – e quindi dall’anno prossimo perfezionare il progetto. Arsenale: chiamala, se vuoi, concertazione.Termine del sindacalese di qualche anno, che così definiva forme di contrattazione e di confronto politico-tecnico non più da “muro contro muro”. Si vedrà, sull’Arsenale, se sarà un braccio di ferro tra muri, cioè posizioni diverse. L’Amministrazione Sboarina, ieri con l’assessore all’urbanistica, all’edilizia privata e all’ambiente Ilaria Segala, ha lanciato ufficialmente il termine, per dare un futuro all’ex Arsenale. Ciò dopo aver fatto revocare dal Consiglio comunale la dichiarazione di pubblica utilità e quindi di fatto il project financing di Italiana Costruzioni. Così la Segala, nella commissione urbanistica, guidata da Matteo De Marzi (Battiti Verona Domani), ha illustrato un piano d’azione, in tempi stretti. Non senza prendersi anche critiche in particolare per il fatto di aver scelto che non sia una commissione «ad hoc» a trattare la questione («l’aveva proposta l’ex consigliere e ora assessore Daniele Polato», ricorda Michele Bertucco, di Verona e Sinistra in Comune) ma la stessa commissione urbanistica. Come fare, con i tanti temi spinosi da affrontare, a produrre progetti sull’Arsenale?Tre le fasi prospettate dalla Segala. «La prima da ora al 31 ottobre, in cui con gli uffici dei lavori pubblici metteranno a disposizione analisi storiche e studi già elaborati», dice la Segala, presente il dirigente dell’edilizia monumentale Sergio Menon. La seconda da ora al 30 novembre. «Sarà la vera e propria concertazione, con audizioni in città con associazioni, ordini professionali, comitati», dice la Segala, in sala Blu presente il Comitato Arsenale, «e poi con le circoscrizioni. Già dalla prossima settimana ci sarà un ufficio, in Comune, per coordinare tutto questo lavoro». Terza fase, decisionale, fino al 20 dicembre. «Dovremo arrivare a progetti preliminari che prefigurino due o tre scenari e poi si procederà, l’anno prossimo, a un’ulteriore fase», dice la Segala, che ha deciso di assegnare un dipendente amministrativo e del settore urbanistica per contribuire al lavoro. Si procede, poi, come già annunciato, con la collaborazione con il Politecnico di Milano e con il professor Federico Bucci, disponibile a incontri settimanali durante le audizioni. «e faremo anche convegni pubblici per spiegare alla città che costa sta avvenendo». La Segala ha poi confermato che per quanto riguarda i finanziamenti o si possa procedere a stralci, con lavori, cominciando a utilizzare i soldi già stanziati verificando poi se ci sono altre risorse, oppure «valutare un project financing, ma con 50 per cento di pubblico e 50 di privato, non 30 a 70 come nel project da noi revocato».Dall’opposizione – Bertucco, come detto, poi Vallani e La Paglia del Pd, che auspicano «di partire dal lavoro già svolto negli anni scorsi», ma anche dalla maggioranza, con Alberto Zelger e Vito Comencini, Lega, pur valutando bene la concertazione, si chiede che se ne occupi una commissione specifica. Per Alberto Bozza (Tosi) «è utopia riuscire a svolgere tutto in due mesi», mentre Tommaso Ferrari (Verona Civica) esige chiarezza sulle varie fasi. Daniela Drudi, presidente della commissione cultura, chiede che la sua commissione sia coinvolta sull’Arsenale, «che a mio avviso dovrebbe ospitare il museo di Storia naturale». Marta Vanzetto (M5S): «Il tema va affrontato dai politici».

Enrico Giardini

Comune di verona . Michele Bertucco

Tratto da: arena-cronaca - pag.14

Data: 12/10/2017

Note: Enrico Giardini