LA CITTÀ CHE CAMBIA. Davanti alla commissione straordinaria sono stati presentati gli studi del consulente del Comune. Tra le curiosità, un’area destinata a Interzona.

Le due proposte prevedono di valorizzare l’area verde. Una ruota attorno al museo, l’altra su uno spazio per l’innovazione.

Inizia a prendere pian piano forma il progetto dell’Arsenale. Ieri, davanti alla commissione straordinaria composta ad hoc, sono state presentate due prime proposte di sintesi delle sessanta già arrivate a Palazzo Barbieri.Due scenari che partono entrambi dalla valorizzazione del parco come ritorno alle origini, a quella «Campagnola» di orti e terreni liberi da case che esisteva oltre Castelvecchio, prima della costruzione della fortificazione austriaca.

Le due proposte, illustrate dal professor Federico Bucci del Politecnico di Milano, consulente del Comune sul futuro Arsenale con il collega Filippo Bricolo, partono quindi dall’area verde che si trova nella parte anteriore dell’Arsenale: una superficie di 49.500 metri quadri che andrebbe valorizzata per diventare parco urbano, a due passi dal centro storico e da Borgo Trento.Questo parco però, come sottolineato da Bucci e Bricolo, al tempo stesso dev’essere studiato in modo da essere in forte sinergia con le funzioni a cui verranno adibiti gli spazi interni dell’Arsenale.

Quali funzioni? Molte di quelle che sono state illustrate nelle scorse settimane. L’aspetto principale che distingue i due scenari presentati è sicuramente il Museo di Storia naturale. Nella prima ipotesi il Museo non c’è.

Il fulcro dell’intero Arsenale è l’innovazione: l’edificio a sinistra (guardando l’ingresso dell’Arsenale), composto da 3.490 metri quadri, verrebbe interamente dedicato ad Ars Electronica, un progetto appunto sull’innovazione, ma anche al coworking e ad incubatori di startup. E di fronte, ampio spazio, 1.610 metri quadri, verrebbe destinato a Interzona.

Il resto dello scenario è simile per entrambi i progetti, dove sarebbero presenti: l’Accademia delle Belle Arti (1.540 metri quadri), il Teatro Laboratorio (920 metri quadri), la Fondazione Aida (631 metri quadri), un punto ristorazione (975 metri quadri), spazi per la circoscrizione (975 metri quadri), biblioteche (2.268 metri quadri) e un mercato (1.551 metri quadri), più un’area per eventi ed esposizioni da 1.607 metri quadri.

Il secondo scenario disegnato ieri dai professori Bucci e Bricolo, invece, ruota attorno principalmente al Museo di Storia naturale, che arriverebbe a occupare una superficie di 5.510 metri quadri, al posto di Ars Electronica e di Interzona, che verrebbero spostati in un’area ridotta, di 2.340 metri quadri più altri 730, eliminando le biblioteche. «I costi sono ancora in fase di elaborazione, ma questa seconda proposta risulterebbe sicuramente più onerosa perché, per realizzare il Museo di Storia naturale, bisognerebbe ricavare una maggiore superficie dall’interrato», ha osservato l’assessore all’Urbanistica Ilaria Segala.«Inoltre, nel ripensamento generale dell’area, è opportuno a questo punto anche tener presente la vicinanza con Castelvecchio, che ha un archivio inutilizzato, e che bisogna tenere in considerazione». L’assessore ha poi sottolineato come, oltre all’aspetto economico, sia necessario anche concentrare l’attenzione sulla divisione dei lotti per capire come procedere e a quale parte dell’ex Arsenale dare priorità.

Il consigliere comunale Michele Bertucco, infine, si è detto favorevole all’abbattimento del muro che dà su viale della Repubblica per consentire di «aprire» l’Arsenale allo sguardo di chi proviene dal centro. Il prossimo appuntamento è mercoledì 20.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 27

Data: 16/12/2017

Note: Manuela Trevisani