PATRIMONIO. Ultima riunione dell’organismo straordinario creato per ricevere proposte e vagliare progetti di recupero
Mancano direttive sulle destinazioni d’uso, e non si votano neanche le linee d’indirizzo
L’idea condivisa è quella del parco ma è arrivata dal Politecnico. Minoranza delusa.

La commissione straordinaria fa un atto di fede e spedisce al Consiglio comunale le linee di indirizzo per la riqualificazione dell’Arsenale senza approvarle, ma impegnandosi a far arrivare eventuali osservazioni alla presidente Paola Bressan entro una decina di giorni. E poi si prende una pausa di riflessione (ma «i consiglieri verranno convocati alla bisogna» assicura l’assessore al Patrimonio Edi Maria Neri) in attesa di discutere le funzioni. Ovvero chi andrà dove, quando le strutture dell’ex complesso militare saranno in grado di ospitare gli enti e le associazioni che hanno fatto richiesta di uno spazio. Infatti «quella della destinazione d’uso è una questione di cui si parlerà dopo l’approvazione del bilancio» spiega Ilaria Segala, assessore all’Urbanistica. Cioè a fine gennaio. C’è da dare il via libera a un tesoretto di 9 milioni da destinare all’Arsenale «e in ogni caso sta per partire il cantiere per il rifacimento delle coperture (la Giunta lo ha approvato nell’ultima riunione, ndr) che è stimato fra i 20 e i 22 mesi. Per cui stabilire le funzioni prima di sapere quali sono le risorse a disposizione è un rischio». Tocca aspettare il bilancio anche per dare il la alla bonifica dell’area, altra vexata quaestio, anche se sembra superato il problema più grave del cromo esavalente.Si conclude con un po’ di maretta l’esperienza della commissione temporanea istituita da Palazzo Barbieri per vagliare le ipotesi di riqualificazione dell’Arsenale austriaco. La polemica riguarda la mancata discussione sulle destinazioni d’uso, che era l’obiettivo iniziale. Di proposte ne sono arrivate 61 e si doveva ridurre la rosa a due o tre progetti da inviare alla Giunta, che li avrebbe condensati in un unico piano fattibile. In realtà s’è arrivati fino all’elaborazione di un decalogo di raccomandazioni su come recuperare le strutture e dar vita al parco urbano che sarà il cuore dell’Arsenale rigenerato. E ieri era stata convocata una seduta ad hoc per l’imprimatur ai documenti prodotti dai super consulenti del Comune, gli architetti e docenti del Politecnico di Milano Filippo Bricolo (già assessore a Sommacampagna) e Federico Bucci, prorettore del polo territoriale di Mantova.Ma alla fine il voto non c’è stato, su proposta di Segala. Forse ritenuto superfluo, dato che le linee d’indirizzo sono la sintesi dei suggerimenti arrivati dai membri della commissione nella fase successiva all’audizione dei progetti – sebbene non sia proprio così: quella del parco, per esempio, è un’idea che ha messo tutti d’accordo ma è arrivata dal Politecnico. «Se il ruolo era udire i progetti e nulla più, l’esperienza è stata deludente» sottolinea Alessandro Gennari (Movimento 5 stelle). E ancora «tre mesi di lavori per una semplice presa d’atto?» fa eco Michele Bertucco (Verona e Sinistra in Comune). Ma ovunque, dall’opposizione, sono emerse perplessità. E sull’indecisione dovuta all’incertezza delle risorse, dall’ex sindaco e leader del Fare! Flavio Tosi rispunta il project financing, «l’unico percorso che teneva in considerazione il recupero facendo in modo che i conti tornassero». «Ma i conti devono tornare anche senza quote commerciali così alte» replica Segala. Nulla è deciso, ma alcune funzioni daranno un ritorno economico e diminuiranno la quota del Comune, se gli enti si occuperanno della ristrutturazione come promesso.

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 12

Data: 11/01/2018

Note: Laura Perina