La facciata principale dell'Arsenale: il complesso appartiene al Comune da metà anni Novanta

Martedì 20 Febbraio 2018
LA TELENOVELA. Dopo la sentenza del Tar veneto vinta dal Comune contro il ricorso presentato da Italiana Costruzioni

Il centrodestra: «I tosiani ci intimidivano, ma noi abbiamo avuto il coraggio di andare fino in fondo. Incoerente anche Vanzetto, M5S: era contro il project ma non ha votato»
Enrico Giardini

Arsenale, la guerra continua. Anche se, tanto più ora, il nodo vero è quale sarà l’Arsenale del futuro, dopo un ventennio di proposte e progetti mai andati in porto. E il primo passo, annunciato dall’Amministrazione comunale, sarà sistemare i tetti degli edifici storici e procedere, a stralci, con la bonifica del terreno.La battaglia politica, però, è ancora calda. Dopo la sentenza del Tar del Veneto che ha dato ragione all’Amministrazione Sboarina e non a Italiana Costruzioni, ricorsa contro la revoca del project financing per il recupero dell’ex complesso militare austriaco votata dal Consiglio comunale (anche da esponenti di Pd, Verona in Comune, M5S, Verona Civica), il centrodestra in maggioranza si toglie dei macigni dalle scarpe. Battiti Verona Domani, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Verona Pulita sparano ad alzo zero contro chi contestava la delibera di revoca e non ha partecipato al voto.Da parte di Italiana Costruzioni – che in base alla sentenza non ha diritto né a un risarcimento danni, per la mancata attuazione del recupero e nemmeno per aver già preparato il progetto – tutt’ora non arrivano commenti alla sentenza. Il centrodestra, intanto, gongola. «La consigliera di Ama Verona Bisinella all’epoca del voto diceva che era illegittima e priva di fondamento e il consigliere Tosi diceva che noi consiglieri avevamo stipulato un’assicurazione proprio per metterci al riparo da eventuali richiesti di danni, di cui avremmo dovuto rispondere nel caso avesse vinto il ricorso, ma non è andata per niente così», dicono Marco Zandomeneghi, Maria Fiore Adami, Daniela Drudi, Paolo Rossi, (Battiti Verona Domani), Vito Comencini, Mauro Bonato, Laura Bocchi, Alberto Zelger, della Lega, Leonardo Ferrari di Fratelli d’Italia.«La sentenza dà ragione al Comune e non prevede alcun indennizzo», prosegue la maggioranza. «L’assicurazione? È quella normalmente stipulata dai consiglieri comunali», puntualizza Zandomeneghi, che poi attacca Alberto Bozza (Lista Tosi) che ha attaccato l’Amministrazione sulla bonifica: «L’Amministrazione Tosi non la aveva fatta e improvvisamente, da luglio, è diventata una priorità?». Tuona Paolo Rossi, sostenuto da Maria Fiore Adami e Laura Bocchi: «La maggioranza, unita, ha avuto il coraggio di andare fino in fondo». Rossi poi contesta la scelta di Marta Vanzetto, del Movimento 5 Stelle che, diversamente dal M5S Alessandro Gennari che votò per la revoca, era uscita dall’aula non partecipando al voto: «Non è stata coerente», dice, «perché era contraria al project ma non si è assunta la responsabilità di votare contro». «Non è pensabile di stare a Palazzo Barbieri senza prendersi alcuna responsabilità su decisioni che riguardano le sorti della nostra città», spiega Bonato. La Drudi, presidente della commissione cultura: «Il project prevedeva undici negozi e un misto di altre funzioni, noi realizzeremo un parco e un polo culturale e sociale». Gianmarco Padovani, Verona Pulita: «Ne escono vincenti l’Arsenale, la sua storicità, i veronesi che, a fianco del Comune, comprovano con il loro operato il quotidiano divenire del nuovo progetto e ne esce vincente Verona Pulita, da sempre contro il project».

Tratto da: l'Arena Giornale di Verona

Data: 20/02/2018