Il rendering del progetto per l'Arsenale realizzato dal Politecnico d Milano

IL PIANO DI RECUPERO. La giunta comunale ha approvato il programma di fattibilità tecnica ed economica per riqualificare il compendio. Sette i lotti degli interventi
Accademia d’arte, mercato, spazi museali: bando del progetto Ed entro l’anno i cantieri dei tetti Sboarina: «Resta tutto pubblico»
Cinquantantré milioni per i lavori – da aggiungere ai nove già stanziati per ristrutturare i tetti; totale 62 – e cinque anni per terminarli. Quindi si andrà al 2024. Sono i numeri della rigenerazione dell’Arsenale, di proprietà comunale. Così la chiama l’Amministrazione del sindaco Federico Sboarina illustrando il cronoprogramma delle fasi attuative per restaurare e riconvertire l’ex caserma militare austriaca, da decenni nel degrado. La giunta ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica, necessario per avviare la ricerca di un professionista o di uno studio di progettazione per il futuro Ars District, un distretto dell’arte con parco pubblico, mercato, spazi per mostre e laboratori legati all’innovazione tecnologica.Il piano è in sette lotti. Parte dunque la fase due che porterà, attraverso una gara d’appalto europea, alla progettazione definitiva e all’avvio delle opere. Tramontato, in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato dei giorni scorsi, il project financing presentato da Italiana Costruzioni nell’ultima fase dell’Amministrazione Tosi, revocato da quella Sboarina, ora parte un periodo nuovo per la rinascita, annunciata, del compendio Arsenale. Situato tra il ponte di Castelvecchio e Borgo Trento.Il progetto della variante urbanistica, relativa ai lavori, dovrà passare in Consiglio comunale e dopo sarà bandita la gara d’appalto con l’obiettivo di affidare i lavori entro l’anno, con un valore del progetto di 8,5 milioni. Dal prossimo anno dunque sono previsti i primi lavori. Entro la fine di quest’anno, invece, si comincerà con quelli per rifare i tetti degli edifici e con la bonifica del terreno, di cui si stanno compiendo gli studi propedeutici, insieme a quelli sul rischio sismico.«Parte la riqualificazione dell’ex Arsenale a uso dei veronesi», dice Sboarina, con gli assessori all’urbanistica e all’ambiente Ilaria Segala e ai lavori pubblici Luca Zanotto, con il dirigente Sergio Menon. «Il complesso resterà del tutto in mano pubblica. È un’opera che qualificherà la nostra amministrazione. Abbiamo scelto un progetto unitario, per rendere armonioso l’intervento».Sette come detto i lotti dei lavori, che verranno finanziati con risorse comunali e per poco più del 10 per cento con partecipazioni di privati. Totale 52,8 milioni, da stanziare. Il lotto 1 è la demolizione degli edifici non originali, la bonifica ambientale e il rifacimento delle reti tecnologiche: importo 4,7 milioni, termine lavori nel 2023. Il 2 è il recupero della corte ovest, dove andrà l’Accademia di Belle Arti, con aule, laboratori, spazi per l’amministrazione e servizi: 10 milioni (con permuta patrimoniale dell’attuale sede di via Montanari). Termine lavori fine 2023.Il lotto 3 è la parte sud della corte centrale: spazi per giovani e famiglie con coworking, laboratori d’arte, campo giochi per bambini, nursery e servizi. Spesa di 5,85 milioni, conclusione inizi 2024. Il quarto riguarda la corte est e quella centrale: foresteria, bar, servizi, mercato coperto e all’aperto, spazi per degustazioni e ristorazione. Importo di 7,9 milioni, che verranno in questo caso pagati dai privati che otterranno la concessione per gestire le attività. Il quinto lotto, di 5,5 milioni, consiste in spazi per il tempo libero e nel restauro del muro perimetrale. Lotto 6: spazi per l’Accademia di belle arti, teatro, mostre, con 8,45 milioni. Il lotto 7 riguarda invece la palazzina di comando, che dà su piazza Arsenale; ospiterà depositi del museo di storia naturale, biblioteca, emeroteca e poi spazi per l’accoglienza; spesa di 10,4 milioni.La Segala sottolinea che l’intervento di recupero, «come richiesto anche dalla Sovrintendenza, sarà di natura conservativa per gli esterni e flessibile per gli interventi. Partiremo con la palazzina della corte ovest, destinata all’Accademia di Belle arti, per dare agli studenti spazi adeguati il prima possibile».

Tratto da: L'Arena - cronaca- pag. 14

Data: 12/02/2019

Note: Enrico Giardini